Primarie, sì anche da destra

Santangelo: servono regole precise. Centrosinistra: per il sindaco nomi entro il 10 gennaio
L’AQUILA. Il giro di boa, ormai, è ampiamente superato, visto che alle elezioni comunali mancano solo pochi mesi, ma i partiti sembrano avere ancora le idee non troppo chiare in quanto a candidature. L’ipotesi primarie sembra farsi strada, intanto, anche nel centrodestra.
A DESTRA. «In attesa del sondaggio di Forza Italia», sostiene il saggista Salvatore Santangelo, «il dibattito sul futuro candidato di centrodestra si è un po’ arenato. Anche il centrosinistra – dopo il referendum – ancora non ha deciso se all’Aquila utilizzerà o meno lo strumento delle primarie. Intanto il tempo passa, maggio si avvicina e l’anti-politica si fa sempre più forte». Secondo Santangelo, le primarie per la scelta del candidato sindaco sono «uno degli strumenti migliori per rigenerare il rapporto tra cittadini e politica». A patto, però, che si seguano alcune regole. Santangelo prova a delineare una “griglia” all’interno della quale muoversi. Si parte dall’indicazione di un collegio di saggi dove siano rappresentate tutte le forze che partecipano. Il secondo step è la chiara definizione del corpo elettorale. «Secondo me», spiega, «dovrebbero partecipare solo maggiorenni e cittadini comunitari. Cioè coloro che effettivamente porteranno poi all’elezione del sindaco. Forza Italia deve rinunciare al suo sondaggio? Certamente no, ma mi sembra che gli equilibri della coalizione siano fortemente cambiati, quindi la situazione ottimale dovrebbe essere quella di un candidato che – forte del consenso registrato dalla ricerca demoscopica – sfidi nelle primarie di coalizione le espressioni delle altre forze o di aggregazioni civiche che non si riconoscono nel centrosinistra. Chiaramente tutti i partecipanti si impegnano a sostenere il vincitore».
A SINISTRA. E anche all’interno del Pd qualcosa comincia a venir fuori, dopo i toni equilibrati, ma vaghi, degli ultimi mesi. I consiglieri comunali Tonino De Paolis, Sergio Ianni, Alì Salem e Tonino Nardantonio, in una nota, affrontano una serie di priorità sulle quali il partito è chiamato a confrontarsi a breve, partendo dalla riqualificazione del territorio, fino ad arrivare alle primarie. «È il momento», sostengono, «di aprire una fase di confronto per una nuova pianificazione per l’intero territorio aquilano, che oggi deve avere la capacità di ricucire tutti gli strappi dovuti al sisma, e di definire le scelte strategiche per il futuro: a cominciare dal centro storico, dove la ricostruzione è a buon punto. Sarebbe giusto e di grande utilità in questo momento aprire e aprirsi come città e come comunità a un dialogo con le grandi Università e i poli di alta formazione. Per alcune aree strategiche della città, bisogna avere il coraggio di cambiare, osare, e finalmente riqualificare: per esempio la zona di Collemaggio, che potrebbe diventare un polo ospedaliero di eccellenza per il Centro Italia». I consiglieri Pd pensano anche che l’area potrebbe ospitare una scuola di alta formazione, o la nuova sede unica del Comune. L’elenco prosegue, e va dal lavoro giovanile «che non c’è», allo sviluppo dei percorsi turistici del comprensorio del Gran Sasso, attraverso soluzioni condivise con la Regione, il Parco e tutti gli enti coinvolti. «Nell’ottica di tutto ciò, dunque sarà necessario un centrosinistra aperto, forte del buon lavoro che ha fatto. Le primarie come scelta di un percorso aperto a tutti gli aquilani sono previste dal nostro statuto, e nel recente passato hanno dato ottimi risultati. Ovviamente vanno stabiliti i tempi per la presentazione delle candidature, con un minimo di identificazione e un canovaccio di programma. L’esortazione è che si raccolgano le candidature entro il 10 gennaio».
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