Primi 12 giorni di libertà per l’orso Juan Carrito

7 Aprile 2022

Il bilancio del Parco Maiella: «I dati del Gps confermano la permanenza nei boschi ma non si può escludere che torni a frequentare in breve tempo i centri abitati»

ROCCARASO. Juan Carrito si è abituato a vivere tra i boschi innevati della Maiella. È positivo il bilancio tracciato dai responsabili del Parco dopo la liberazione del plantigrado che per 12 giorni era rimasto nell’area faunistica di Palena, nel Chietino. L’orso, che da mesi fa parlare di sé per le insolite passeggiate tra i borghi abruzzesi (filmate e postate quasi quotidianamente sui social), il 5 marzo scorso, a seguito di un provvedimento voluto dalla Regione Abruzzo, d’intesa con Ispra e ministero della Transizione ecologica, era stato catturato a Roccaraso e trasferito nell’oasi di Palena per essere “rieducato”. Il 25 marzo era stato riportato con un elicottero in alta montagna, sulla Maiella, dove ha trascorso questi primi dodici giorni, controllato grazie al radiocollare.
«Dal giorno del rilascio, lo stesso personale ha effettuato un monitoraggio intensivo sia mediante i dati provenienti dal radiocollare Gps applicato all’animale», hanno spiegato dal Parco nazionale della Maiella presieduto da Lucio Zazzara, «sia mediante attività di campo, evitando in ogni caso il contatto diretto con l’animale. Pur nella piena consapevolezza che non si possa escludere che l’orso torni a frequentare in breve tempo aree antropizzate o centri abitati, il primo dato, per quanto preliminare, di una permanenza di dodici giorni ormai e dei movimenti esplorativi compiuti da Juan Carrito, in un territorio completamente privo di insediamenti umani e con una sostanziale assenza di interazioni con l’uomo, suggerisce che Juan Carrito si stia nutrendo probabilmente solo del cibo che può trovare nei boschi e nelle radure che sta frequentando, erba, formiche e altro: questo fa ben sperare rispetto a una possibile prosecuzione degli interventi sperimentali da porre in atto per favorire un ritorno alla normalità per la vita del giovane orso».
Secondo i responsabili del Parco della Maiella questa inversione di tendenza nelle abitudini del plantigrado è un dato positivo. La preoccupazione, infatti, era che l’orso non riuscisse più a cibarsi come i suoi simili, essendo abituato a mangiare anche rifiuti. «Il Parco», hanno aggiunto i responsabili, «continuerà a tenere aggiornata sia la partnership istituzionale, sia i tanti amici di Juan Carrito e, naturalmente, con assoluta priorità, tutti i cittadini del Parco, nel caso in cui l’orso dovesse riavvicinarsi alle case è già pronto un servizio di monitoraggio intensivo e di sorveglianza sul territorio con la collaborazione del reparto carabinieri del Parco Maiella».
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