Primo giorno di scuola per gli istituti tecnici

Stamani il battesimo del fuoco per il traffico nella zona di Colle Sapone Alle difficoltà strutturali si aggiungono quelle per gli organici dei docenti
L’AQUILA. Tornano sui banchi stamattina gli studenti degli istituti tecnici e professionali.
La prima campanella suonerà per gli alunni dell’Ipsiasar da Vinci-Colecchi e dell’Amedeo d’Aosta (Itis, Itas e Istituto commerciale). I due istituti, infatti, hanno deciso di anticipare di una settimana la data di apertura delle lezioni stabilita dal calendario scolastico regionale per l’11 settembre. «Una necessità, soprattutto in vista degli esami di Stato», come spiega la preside del d’Aosta Pasqualina Tarullo. «In questo modo, infatti, potremo anticipare anche la chiusura delle lezioni di qualche giorno, rispetto all’11 giugno stabilito dalla Regione. Si tratta di giorni necessari, se si pensa che il 15 giugno s’insedieranno le commissioni per gli esami di Stato e che, per quella data, bisognerà aver ottemperato a tutte le pratiche burocratiche per far cominciare le prove». Migliaia di ragazzi si riverseranno stamani nel polo scolastico di Colle Sapone. Il pericolo, come ogni anno, è che il traffico nella zona vada in tilt. «La strada qui è molto stretta», continua la Tarullo. «Con i colleghi delle altre scuole cercheremo di non far coincidere gli orari di inizio e fine delle lezioni, in modo da congestionare quanto meno possibile il traffico».
Più controllata la situazione, invece, a Pineta Signorini, dove sono gli indirizzi Alberghiero, Odontotecnico ed Elettronico dell’Ipsiasar. «Il problema, per noi, resta quello del Musp», spiega il preside Domenico Evangelista, in pensione dal primo settembre e sostituito da Serenella Ottaviano, sua vicaria fino allo scorso anno. «A primavera si è staccata una parte del controsoffitto in un’aula. Per fortuna nessuno si è fatto male, ma è chiaro che queste strutture provvisorie stanno man mano cedendo. Bisognerebbe pensare a ricostruire le vecchie scuole in muratura, ma mi sembra che le polemiche negli ultimi periodi siano state davvero tante e che di fatti concreti, invece, ce ne siano stati ben pochi». È ferma, infatti, anche la palestra dell’istituto che doveva essere ricostruita nei mesi scorsi. «Vado via da questa scuola con la certezza di aver costruito qualcosa di importante visto che si tratta dell’istituto più grande dell’Aquila, con i suoi 1200 alunni e il più complesso d’Abruzzo secondo le stime dell’ufficio scolastico», conclude Evangelista, «ma so che di problemi da risolvere ce ne sono ancora tanti». Alle difficoltà strutturali se ne aggiunge una organizzativa. Anche quest’anno le scuole si riapriranno senza avere un organico docente completo: l’ufficio scolastico, infatti, ancora non convoca il personale precario, per cui alcune classi resteranno senza professori.
Michela Corridore
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