«Problemi rompicapo» Delusione degli studenti

AVEZZANO. C’è preoccupazione sulle facce degli studenti dopo la seconda prova degli esami di maturità. Archiviati il saggio breve e l’articolo di giornale del primo giorno, i ragazzi pensavano di...
AVEZZANO. C’è preoccupazione sulle facce degli studenti dopo la seconda prova degli esami di maturità.
Archiviati il saggio breve e l’articolo di giornale del primo giorno, i ragazzi pensavano di aver superato lo scoglio più duro e invece sono rimasti delusi. Ieri infatti, per la seconda giornata, si sono trovati davanti ad argomenti reputati «un po’ troppo difficili» che li hanno messi a dura prova. Nel cortile esterno del Liceo Scientifico “Vitruvio Pollione” gli studenti radunati sono pochi. Dopo più di 5 ore, sul volto di chi ha consegnato ed è uscito ci sono stanchezza e tensione. La prova che hanno dovuto sostenere era incentrata sulla matematica, la materia scelta dal ministero all’inizio dell’anno. Alcuni problemi, però, includevano delle tematiche non affrontate durante l’anno e questo li ha messi in difficoltà.
«Il primo problema era veramente difficile», racconta Moira Pirolo, dello Scientifico. «Il resto, invece, devo dire che non era troppo complicato».
Francesca Bonelli, invece, ha avuto qualche difficoltà con le probabilità. Tra i problemi, infatti, ce n’era uno dedicato alla possibilità di pedalare su una bicicletta a ruote quadrate, citando il caso del MoMath Museum of Mathematics di New York, e di calcolare il profilo della pedana per far muovere una bicicletta dalle ruote quadrate, e un altro dedicato invece allo studio della funzione.
«Il secondo problema era semplice», precisa Bonelli, «ma al terzo e a quelli successivi c’era la probabilità che non avevamo fatto». Qualche difficoltà, quindi, gli studenti l’hanno trovata. Come spiega Lorenzo Mariani. «I problemi erano in parte difficili, ma soprattutto il test non rispecchia il programma svolto durante l’anno e questo ci ha penalizzato». È dello stesso parere anche Samuel D’Andrea che però mette subito le mani avanti precisando che la “pratica” non è il suo forte.
«Sono andato malissimo», afferma. «Per me era tutto molto difficile e poi io non sono portato per la “pratica”. Alla teoria vado benissimo, ma con i problemi non me la cavo».
Sono pensierosi e preoccupati anche i ragazzi dell’Istituto industriale “Ettore Majorana”. Anche loro sono stati più di 5 ore seduti al banco con il foglio davanti e ora sperano solo di aver almeno raggiunto la sufficienza. Simone Di Giamberardino, Alessandro Iulianella, Matteo Palumbo, Vanessa Partemi, Simona Sineri e Giuseppe Tersigni, come seconda prova hanno sostenuto matematica e come i loro compagni dello Scientifico hanno avuto qualche difficoltà. «È stato veramente molto difficile», sottolineano, «siamo usciti dopo 5 ore e mezza proprio perché risolvere i problemi non è stato facile. Alcune cose le avevamo fatte durante l’anno scolastico, altre no. E questo è stato per noi un disagio». (e.b.)
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