Processato al posto del padre assolto dall’accusa di calunnia

4 Luglio 2020

AVEZZANO. Telefona ai carabinieri e alla Forestale per denunciare il vicino che irrigava nonostante i divieti. Finito sotto processo per calunnia viene assolto perché a denunciare la falsa...

AVEZZANO. Telefona ai carabinieri e alla Forestale per denunciare il vicino che irrigava nonostante i divieti. Finito sotto processo per calunnia viene assolto perché a denunciare la falsa circostanza alle autorità era stato il padre. Si tratta di O.E.N., di 54 anni, di Trasacco, accusato di calunnia poiché ben 13 anni fa denunciò ai carabinieri, al comando della polizia locale di Trasacco e alla Forestale, che un suo compaesano stava irrigando i terreni nonostante i divieti imposti dal Comune di Trasacco.
Alla fine i fatti si erano dimostrati non veri. L’imputato era stato rinviato a giudizio davanti al tribunale di Avezzano nel 2011 dall’allora gup Claudio Politi. Nel corso delle udienze dibattimentali sono stati ascoltati i testimoni dell’accusa, nonché la parte offesa, costituitasi parte civile, e quelli della difesa. Il giudice del tribunale di Avezzano, Marianna Minotti, ha accolto la richiesta del difensore, Roberto Verdecchia, pronunciando la sentenza di assoluzione perché il fatto non costituisce reato. Infatti, anche se quelle circostanze denunciate erano delle vere e proprie calunnia, il giudice ha ritenuto che ciò non era sufficiente. È ciò poiché non è stato possibile accertare chi effettivamente avesse effettuato la telefonata alle autorità preposte al controllo. All’arrivo delle forze dell’ordine sul posto c’era il padre dell’imputato. L’uomo, nel corso del processo, ha confermato che le telefonate furono fatte proprio da lui e non dal figlio che, per tali ragioni, dopo 13 anni è stato assolto da ogni accusa. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a due anni. (p.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.