Processo Map scadenti, via i sigilli
Dissequestrati quasi tutti i manufatti a Cansatessa e in tutti gli altri siti
L’AQUILA. La maggioranza dei Map ritenuti scadenti e, dunque, pericolosi, secondo un’inchiesta della Procura sono stati dissequestrati. Lo si apprende dagli atti del procedimento che ora pende davanti al tribunale. Questo in seguito a istanze del Comune all’autorità giudiziaria per i siti di Cansatessa, San Vittorino, Tempera e Arischia. Ma la ragione di questi provvedimenti sta nel contenuto della perizia del giudice. Una delle principali contestazioni riguardava difformità tra progetti ed esecuzione dei manufatti. «Si può affermare», si legge nella perizia che smonta in parte l’accusa, «che vi sia corrispondenza tra le opere realizzate e programmate. La carenza di armature in acciaio individuate nel capo di imputazione fa riferimento alle aree destinate a marciapiedi che, normalmente, nei progetti ne sono prive, tranne il caso di Cansatessa-San Vittorino dove è indicata una doppia rete, mentre il consulente ha rinvenuto una sola rete su tutti i basamenti». Il principale imputato è Rocco Ragone, ex maresciallo dell’Esercito, per avere chiuso un occhio sulla qualità delle opere nella veste di componente della task-force che esaminava i lavori. Per lui si ipotizzano i reati di peculato, falso e truffa. Gli altri imputati, ma in posizione defilata, sono i tecnici Luigi Giammarino e Mario Rinvenuto. Il processo è stato rinviato al 26 maggio.(g.g.)
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