Profuga afghana partorisce nell'ospedale di Sulmona: la bimba pesa 3 kg e sta bene

25 Agosto 2021

La mamma ospite della base militare di Roccaraso. In 1.200, in fuga da Kabul, attesi ad Avezzano nelle prossime ore

L'AQUILA. Si chiama Hina e pesa tre chilogrammi la bimba afghana che è stata data alla luce nel punto nascita dell'ospedale di Sulmona. La donna afghana che ha partorito nel capoluogo peligno è ospite da qualche giorno nella base militare di Roccaraso.

La storia è drammatica perché, da quanto si é appreso, il papà di Hina sarebbe stato fucilato prima della fuga da Kabul. La mamma, invece, ha 32 anni ed è stata accompagnata questa mattina in ospedale dall'ambulanza del 118. "E' stato un parto non facile soprattutto perché dovevamo coordinarci con il mediatore culturale. Ma alla fine ci siamo tutti commossi", raccontano all'Ansa medici e infermieri del punto nascita peligno.

Commossi gli operatori e i volontari della Croce Rossa Abruzzo che hanno aiutato la mamma nei momenti difficili del travaglio e, alla fine, hanno pubblicato una foto della piccola appena nata su Facebook: “È stata una grande emozione, mamma e figlia stanno bene. Hina l'abbiamo soprannominata la nipote della Croce Rossa”.

Intanto la macchina della solidarietà e dell'accoglienza abruzzese è stata messa in moto. Circa 1.200 profughi afghani
arriveranno nelle prossime ore nell'interporto di Avezzano che diventa un hub nazionale di prima accoglienza e di smistamento di persone che sono riuscite e riusciranno a imbarcarsi su aerei dall'aeroporto di Kabul e che, secondo le prime informazioni, dovrebbero rimanere nel campo base con le tende al massimo per sei giorni. A gestire l'accoglienza, in sinergia con il Ministero dell'Interno, è la Croce Rossa Italiana. La Protezione civile regionale ha il compito, tra le altre cose, di interfacciarsi con le strutture sanitarie per i servizi che devono essere assicurati ai profughi.

L'interporto di Avezzano già in passato è stato snodo centrale e centro di gravità di tantissime missioni umanitarie. In questa occasione si stima che dovrebbero arrivare 250 persone al giorno, che poi saranno inserite in un piano di smistamento in strutture autorizzate nelle regioni italiane. Tutti saranno sottoposti a tampone molecolare nel pieno rispetto delle regole anti-Covid. La Croce Rossa ha già predisposto il piano di accoglienza. Il Ministero poi procederà all'assegnazione della destinazione di accoglienza definitiva, in Italia.