Progetto case, 7 milioni per il riscaldamento

16 Ottobre 2019

L’AQUILA. La spesa prevista per il 2019, il 2020 e metà del 2021 per la fornitura dell’energia per il riscaldamento al Progetto Case ammonta a oltre 7 milioni di euro. Lo si evince da una determina...

L’AQUILA. La spesa prevista per il 2019, il 2020 e metà del 2021 per la fornitura dell’energia per il riscaldamento al Progetto Case ammonta a oltre 7 milioni di euro. Lo si evince da una determina dirigenziale che trae origine dalla convenzione fra Comune e società Antas che risale al 2015 e che aveva come obiettivo quello di fare un po’ di ordine nel caos dei pagamenti (o forse meglio dei non pagamenti) delle bollette da parte degli inquilini del Case. La storia è abbastanza nota: dopo anni in cui le bollette non erano state nemmeno inviate l’Enel chiese il conto e poi cedette il credito d’intesa con il Comune a una banca che ogni mese, ancora oggi, reclama il pagamento delle rate. Nel 2015 si decise di cambiare sistema e ci si affidò ad Antas. In sostanza ogni anno il Comune paga una quota fissa per la fornitura energetica rifacendosi poi, chiaramente, sugli inquilini a cui invia le bollette. Però la quota fissa può variare.
Infatti, quando il sindaco ad aprile-maggio di ogni anno firma ordinanze per la proroga dell’accensione dei termosifoni, di fatto “sfora” dal fisso e quindi poi bisogna fare il conguaglio che tiene conto – fanno sapere dal Comune _– anche della diminuzione degli alloggi serviti (ci sono piastre come noto inagibili e alloggi che si svuotano e in parte vengono riaffittati). Infatti la convenzione del 2015 prevedeva “la possibilità di adeguamento del canone per variazione del consumo energetico per ore di comfort, variazione del consumo energetico per stagionalità, variazione del consumo energetico per variazione di volumetria. Per quanto riguarda in particolare la variazione per ore di comfort e stagionalità è possibile effettuare la reale quantificazione solo a consuntivo a termine della stagione invernale a seguito della rilevazione delle ore di funzionamento, dei gradi e dei giorni reali della stagione termica; per quanto riguarda invece la volumetria a consuntivo si dovrà tenere conto della diminuzione nel tempo degli alloggi occupati, rideterminando i canoni; l’amministrazione ha approntato un piano di dismissione e sarà necessario rivedere le condizioni contrattuali alla luce degli edifici da dismettere nel triennio successivo 2019-2021”. Cioè quello in corso. La determina di due giorni fa prevede la spesa per quota energia e la spesa per la manutenzione ordinaria (la quota per la manutenzione straordinaria viene finanziata dai fondi Cipe cioè è a carico della fiscalità generale). La somma complessiva impegnata per il 2019, 2020 e metà 2021 (la convenzione ha validità sei anni a partire dal luglio 2015) è di 7.560.844 e in particolare 2.242.140 euro per il 2019 e altrettanti per il 2020 e di 1.121.000 euro per il 2021 relativamente alle utenze del Progetto Case e Map. Il resto della somma è per la manutenzione ordinaria e cioè 782.197 euro per 2019, stessa cifra per il 2020 e circa 400.000 euro per il 2021. Tra l’altro ci sono ancora determine in base alle quali chi aveva diritto all’indennizzo per i mobili danneggiati compensa la cifra con quella che deve pagare per le utenze del Case. Infine una curiosità. La revisione degli estintori del Progetto Case è costata al Comune quasi 40.000 euro. Per non parlare della manutenzione straordinaria degli ascensori con cifre di centinaia di migliaia di euro.(g.p.)
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