Progetto per ampliare Terapia intensiva

6 Aprile 2020

Il primario Marinangeli: «Ci sono già i fondi stanziati da Fondazione Carispaq e associazioni». Ieri quattro nuovi positivi

L’AQUILA. Una Terapia intensiva con più posti letto, apparecchiature all’avanguardia e una particolare attenzione all’umanizzazione delle cure. È il progetto che il primario Franco Marinangeli ha presentato alla direzione aziendale dell’Asl. Un progetto da un milione di euro, che guarda al futuro, prendendo le mosse dall’esperienza, dagli errori e dai punti di forza che il reparto ha messo in luce in questo difficile periodo di pandemia. «Un reparto degli aquilani per gli aquilani», come lo definisce il primario.
GUARDARE AL FUTURO. «Dei fondi che stiamo raccogliendo, alcuni saranno impegnati per spese necessarie per il Covid Hospital G8», spiega Marinangeli. «Ma è necessario anche pensare al futuro e alla ristrutturazione e al potenziamento della Terapia Intensiva, non adeguata a resistere alle maxi-emergenze come quella che stiamo vivendo, ma neanche a sostenere i cambiamenti della medicina moderna».
SPAZI INSUFFICIENTI. L’ospedale San Salvatore, progettato negli anni ’60, ha destinato a questa area clinica spazi assolutamente insufficienti, secondo il primario, che sottolinea: «Gli 8 posti letto attuali, già insufficienti in “tempi di pace”, si sono rivelati assolutamente inadeguati a fronteggiare la crisi coronavirus». L’obiettivo del progetto, dunque, è «realizzare una struttura che possa garantire la gestione ottimale delle patologie di area critica, per un numero di pazienti che sia almeno di 15 rispetto agli 8 attuali (11 di terapia intensiva generale e 4 per la terapia intensiva postoperatoria)».
UMANIZZAZIONE CURE. «Nell’emergenza coronavirus è stato purtroppo impossibile per i parenti assistere i propri cari», spiega il primario. «È per questo che nella ristrutturazione si dovrà tenere in debita considerazione l’umanizzazione dei percorsi assistenziali. Da ciò deriva un progetto che prevede, oltre un open space per 7 pazienti, anche altre due stanze singole e una a due letti a pressione negativa (per garantire il meglio in termini di sterilità per pazienti infettivi), con spazio sufficiente a ospitare un parente/caregiver. Sarà possibile, in caso di maxi-emergenza, anche implementare il numero di pazienti assistibili con letti aggiunti». Un’attenzione particolare sarà data all’area colloqui (sanitari-familiari).
RIANIMAZIONE APERTA. Nel progetto è previsto anche l’uso di strumenti di comunicazione informatizzati, per pazienti intubati o tracheostomizzati, che non possono comunicare verbalmente. Per l’ampliamento dell’area clinica secondo il progetto è possibile utilizzare il piano superiore dell’attuale reparto, dove si trovano i locali tecnici adibiti a uso non assistenziale, e che potrebbe essere dedicato a stanze per i servizi (spogliatoi, uffici, magazzini), ma anche a un’aula didattica multimediale per la formazione degli operatori.
I FONDI. «A garanzia della serietà del progetto, vi sono i finanziamenti, già disponibili, di diversi tra enti e imprese», conclude il medico, «come la Fondazione Carispaq (150.000 euro), l’associazione L’Aquila per la Vita (100.000), l’associazione di Volontariato per l’assistenza domiciliare (120.000) e l’Associazione di imprese aquilane. A ciò vanno aggiunte iniziative di raccolta fondi».
CONTAGI. Intanto, ieri, sono state quattro le persone risultate positive al test Covid nell’Aquilano, portando a 31 i contagiati (4 in terapia non intensiva, 1 terapia intensiva, 24 isolamento domiciliare, di cui 2 in altra Asl, e 2 guariti).
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