Progetto S.Andrea, primi dubbi

23 Maggio 2019

Rosettini: «Si sta perdendo un’occasione unica per il vero recupero delle antiche mura cittadine»

L’AQUILA. «Personalmente ritengo che si stia perdendo un’occasione unica per un vero recupero delle antiche mura cittadine e della Porta di Bagno nell'area di Sant’Andrea fuori le mura». Lo scrive Antonio Rosettini, che ha abitazioni proprio nella zona a ridosso della storica Porta di Bagno. Rosettini pone interrogativi su due dei punti cardine del progetto messo a punto dal Comune su iniziativa dei privati: il miglioramento della viabilità e un vero recupero delle mura urbiche.
IL PROGETTO. Il progetto prevede la non riedificazione di metà delle abitazioni che c’erano ante 2009 (e questo grazie a permute e case equivalenti) con la valorizzazione di un ampio tratto sotto la cinta medioevale della città. «Premetto», sostiene Rosettini, «che sono interessato al progetto sia per una casa in comproprietà, che è inglobata nello stesso, e sia per un’altra abitazione che si trova proprio davanti l’antica Porta, ma subito dopo i confini del progetto. Chi non conosce la zona non sa che prima dell’edificazione selvaggia degli anni Sessanta del secolo scorso, l’antica Porta di Bagno non era per metà sotto il livello stradale come, invece, oggi si trova. Da allora, infatti, nel corso degli anni, con della terra di riporto, si venne a creare l’accesso a via don Luigi Sturzo tramite quella salita che il Comune non ha mai voluto prendere in carico, per l’eccessiva pendenza».
STRADA BIANCA. «Per decenni è stata solo una strada bianca, mai asfaltata e a cui, noi abitanti della zona, abbiamo sempre dovuto provvedere per renderla percorribile spalando la neve e pulendo i canali di scolo dell’acqua. Via Santa Maria degli Angeli – stradina bianca stretta che costeggia l’omonima chiesa per poi passare davanti casa mia e arrivare a Porta di Bagno – era la sola che esisteva nell’antichità per l’accesso a quella Porta», prosegue Rosettini, «ma da 20 anni non è più percorribile perché in parte franata».
COSA FARE. Ecco che cosa, secondo Rosettini, bisognerebbe fare per rendere funzionale l'area: 1) va realizzata una nuova viabilità, la bozza originale del progetto prevedeva un raccordo tra via Sant’Andrea e via Santa Maria degli Angeli, fino alla chiesa omonima, ma nelle riunioni con la vecchia amministrazione, e in particolare col settore Pianificazione, la realizzazione del tratto tra Porta di Bagno e la chiesa fu depennato perché troppo complicato e oneroso. «Se verrà aperta una nuova viabilità carrabile da via Sant’Andrea soltanto fino alla Porta», precisa Rosettini, «gli automobilisti che verranno da via Sant’Andrea cercheranno sicuramente di transitare per via Sturzo o via Santa Maria degli Angeli, strade che il Comune non ha mai voluto prendere in carico (private, non asfaltate e a rischio frane). Se, invece, dovessero realizzarla solo pedonale, gli automobilisti che arriveranno da via Sturzo e da via Santa Maria degli Angeli, dove parcheggeranno? Dove gireranno per tornare indietro, se io stesso per girare davanti alla Porta e arrivare all’abitazione, devo fare tre manovre?». 2) Il recupero delle antiche mura: «Da quel che mi risulta, oltre che spostare o eliminare le case a ridosso delle mura, è previsto solo un cordolo pedonale di 50 centimetri per poter passeggiare, quindi l’antica Porta verrà lasciata due metri sotto il livello stradale? Il cordolo pedonale dalla Porta fino all’innesto con via Sturzo non potrà essere realizzato, altrimenti non si potrà più accedere con le auto perché la strada è già molto stretta. L’antica Porta, e tratti delle mura, rimarranno in parte sotto il livello stradale e il marciapiede di 50 centimetri sarà solo per metà della loro lunghezza. Non mi sembra affatto un buon recupero delle mura tali da giustificare gli importi previsti. Si potrebbe, infatti, riscoprire la Porta e le mura riportando le quote delle strade al livello originale, chiaramente chiudendo l’accesso carrabile a via Sturzo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA