Promozioni in municipio Sindacati contro la Casini

17 Novembre 2019

Sulmona, riorganizzazione nel mirino: «Colpo di mano per accontentare qualcuno» E il gruppo di Italia Viva chiede il ritiro in autotutela della delibera: «Atto miope»

SULMONA. I sindacati l’hanno bollato come un vero e proprio «colpo di mano» attuato «esclusivamente per accontentare qualche dipendente che negli ultimi mesi aveva manifestato più di un mal di pancia». Per l’amministrazione comunale è invece l’inizio di una revisione della macchina amministrativa che dovrà portare il Comune a diventare sempre più efficiente. In sostanza, secondo i sindacati, la delibera che la giunta ha assunto in maniera unilaterale toglie risorse economiche (50 mila euro oltre i 27mila già previsti) dal fondo decentrato per il personale per coprire le retribuzioni di dieci posizioni organizzative, che nelle intenzioni della giunta dovranno affiancare i dirigenti nel rendere la macchina amministrativa più spedita ed efficiente. Figure che saranno individuate dagli stessi dirigenti e dal segretario generale del Comune. E nella delibera sotto accusa, sindaco ed esecutivo puntano l’indice proprio sul mancato accordo con i sindacati e sulla pericolosa situazione di stallo che si era venuta a creare con pesanti ripercussioni sul lavoro degli uffici. «Il mancato accordo sta creando un oggettivo pregiudizio alla funzionalità dell’azione amministrativa minandone il buon andamento e l’organizzazione dell’apparato amministrativo peraltro connotato da due sole figure dirigenziali», si legge nella delibera. «E il protrarsi delle trattative può ingenerare anche problemi finanziari e contabili di un certo rilievo». Ragioni che hanno convinto gli amministratori ad assumere l’atto unilateralmente senza l’accordo sindacale. E ora proprio i sindacati annunciano battaglia pronti a dichiarare lo stato di agitazione dei dipendenti e a rivolgersi al prefetto per comportamento antisindacale della giunta Casini. Sempre secondo i sindacati, le giustificazioni addotte dal sindaco sarebbero pretestuose «perché la situazione di emergenza esposta dal Comune costretto a lavorare senza Peo, andrebbe avanti da diversi anni. E non è possibile che si decida di destinare a dieci persone quasi il 25% dell’importo totale riservato ai 160 dipendenti».
Intanto il neonato gruppo di Italia Viva interviene sulla vicenda chiedendo l’immediato ritiro “in autotutela” della delibera. «Il tentativo di far passare l’assegnazione di qualche posizione organizzativa, per una riorganizzazione dell’Ente, è espediente di basso livello che nasconde una triste realtà, quella di evitare in modo goffo una vera e propria fuga dal palazzo», affermano Fabio Pingue e Francesco Perrotta. «L’amministrazione dimostri buon senso, evitando di portare avanti un atto miope per il funzionamento della nostra struttura amministrativa». (c.l.)
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