«Pronto a soccorrere il sindaco per evitare il commissariamento»
«Per il bene della città sono pronto a sostenere l’attuale amministrazione. Ma il discorso deve svilupparsi in un contesto più ampio che è quello regionale. Se il movimento del consigliere regionale...
«Per il bene della città sono pronto a sostenere l’attuale amministrazione. Ma il discorso deve svilupparsi in un contesto più ampio che è quello regionale. Se il movimento del consigliere regionale Andrea Gerosolimo Abruzzo, “Insieme” si colloca nel centrosinistra a quel punto si può aprire un dialogo anche a Sulmona».
All’indomani della crisi esplosa a palazzo San Francesco con l’uscita di scena di Alleanza per Sulmona, l’ex sindaco Bruno Di Masci, consigliere comunale d’opposizione nel gruppo del Pd, si dice pronto a dare una mano al sindaco Annamaria Casini per scongiurare l’ennesimo commissariamento della città che continua a versare in una crisi profonda. La condizione principale per un ingresso di Di Masci è che nella maggioranza non ci fosse più la componente di destra, fatto che si è concretizzato ieri, con le dimissioni del vicesindaco Mariella Iommi e il passaggio all’opposizione del consigliere comunale Mauro Tirabassi. Eppure Di Masci era stato l’antagonista più agguerrito della Casini, tanto da lottare fino al ballottaggio per contenderle la poltrona di primo cittadino. Trascorsi due anni Di Masci, da politico di lungo corso, si dice disposto a un’apertura verso una coalizione che in gran parte è di centrosinistra più che civica, come dimostrato dalla presenza di Roberta Salvati, componente del Partito democratico regionale.
L’altra questione che pone Di Masci affinché il “ribaltone” si possa concretizzare è la presa d’atto, da parte del sindaco, del fallimento del progetto civico. «Bisogna dire basta ai liberi battitori», incalza Di Masci, «è chiaro che il progetto civico è fallito e bisogna perciò andare oltre per salvare le sorti della città, dando risposte concrete ai gravi problemi sofferti dalla città. Non ci interessano poltrone, assessorati e altre spartizioni, a noi interessa solo il buon governo della città in un quadro chiaro e lineare di alleanze tra partiti e movimenti saldamente collocati nell’area del centrosinistra. In modo da poter così realizzare politiche coerenti facendola finita con le coalizioni senza identità che hanno dimostrato tutta loro inconsistenza e creato solo danni irreparabili sul fronte degli interessi generali e della comunità cittadina». (c.l.)
All’indomani della crisi esplosa a palazzo San Francesco con l’uscita di scena di Alleanza per Sulmona, l’ex sindaco Bruno Di Masci, consigliere comunale d’opposizione nel gruppo del Pd, si dice pronto a dare una mano al sindaco Annamaria Casini per scongiurare l’ennesimo commissariamento della città che continua a versare in una crisi profonda. La condizione principale per un ingresso di Di Masci è che nella maggioranza non ci fosse più la componente di destra, fatto che si è concretizzato ieri, con le dimissioni del vicesindaco Mariella Iommi e il passaggio all’opposizione del consigliere comunale Mauro Tirabassi. Eppure Di Masci era stato l’antagonista più agguerrito della Casini, tanto da lottare fino al ballottaggio per contenderle la poltrona di primo cittadino. Trascorsi due anni Di Masci, da politico di lungo corso, si dice disposto a un’apertura verso una coalizione che in gran parte è di centrosinistra più che civica, come dimostrato dalla presenza di Roberta Salvati, componente del Partito democratico regionale.
L’altra questione che pone Di Masci affinché il “ribaltone” si possa concretizzare è la presa d’atto, da parte del sindaco, del fallimento del progetto civico. «Bisogna dire basta ai liberi battitori», incalza Di Masci, «è chiaro che il progetto civico è fallito e bisogna perciò andare oltre per salvare le sorti della città, dando risposte concrete ai gravi problemi sofferti dalla città. Non ci interessano poltrone, assessorati e altre spartizioni, a noi interessa solo il buon governo della città in un quadro chiaro e lineare di alleanze tra partiti e movimenti saldamente collocati nell’area del centrosinistra. In modo da poter così realizzare politiche coerenti facendola finita con le coalizioni senza identità che hanno dimostrato tutta loro inconsistenza e creato solo danni irreparabili sul fronte degli interessi generali e della comunità cittadina». (c.l.)

