Pronto il piano per la vaccinazione di massa

14 Febbraio 2021

Centri di somministrazione da attivare insieme ai Comuni. Assistenza a casa per chi non può spostarsi

L’AQUILA. Sarà definito nei prossimi giorni il piano per le vaccinazioni di massa anti-Covid in provincia. Ieri il direttore sanitario dell’Asl Franco Marinangeli ha tenuto una riunione con tecnici e dirigenti aziendali interessati per pianificare la strategia d’azione. La campagna è entrata nel vivo con la somministrazione delle dosi Astrazeneca al personale della polizia penitenziaria e agli operatori delle forze dell’ordine. A questi si aggiungono gli 80enni. «Procediamo speditamente verso la conclusione della fase uno», sottolinea il direttore sanitario, «proseguiamo con il personale delle carceri in base al programma vaccinale che abbiamo attivato per primi in Italia». L’allargamento della popolazione da sottoporre all’attività preventiva, però, implica un’organizzazione più articolata.
Per questo la dirigenza dell’Asl sta valutando il reperimento di spazi adeguati all’intervento su vasta scala. «L’obiettivo è individuare al di fuori degli ospedali», sottolinea Marinangeli, «una o più strutture di riferimento per tutti i pazienti in grado di spostarsi autonomamente». Si tratterà, in pratica, di attivare centri vaccinali avvalendosi della collaborazione dei Comuni. «Le strutture saranno messe a disposizione da questi ultimi», chiarisce Marinangeli, «e cercheremo di mettere a punto un sistema ineccepibile per seguire le priorità». Nel piano, che andrà sottoposto al vaglio del direttore generale dell’azienda sanitaria Roberto Testa, verranno anche indicati i criteri d’intervento. Per i pazienti che non saranno in grado di raggiungere i punti di somministrazione dei vaccini, il programma fisserà un metodo di assistenza domiciliare. Le difficoltà logistiche, comunque, non mancano. «La nostra è la provincia con uno dei territori tra i più estesi d’Italia», rileva il direttore sanitario, «e abbiamo 108 comuni da coprire».
Il corretto funzionamento di una macchina organizzativa a dir poco complessa sarà dunque la sfida dei prossimi mesi per la struttura sanitaria aquilana. Resta però un’incognita che non dipende dall’Asl. «Dovremo verificare», conclude Marinangeli, «anche quanti vaccini arriveranno». (g.d.m.)
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