Pronto il satellite aquilano: studierà la materia oscura

Nello stabilimento della Thales Alenia Space realizzati l’antenna e il transponder Il lancio nello spazio avverrà il primo luglio dalla base di Cape Canaveral (Florida)
L’AQUILA. Nella sede di Thales Alenia Space all’Aquila sono stati realizzati due strumenti fondamentali: il transponder e l’antenna del satellite che sta per essere lanciato nello spazio.
L’Europa e l’Italia sono pronte per il lancio di Euclid, la missione destinata a scoprire di che sono fatte la materia e l’energia oscura che insieme occupano il 95% dell’universo, ancora del tutto sconosciute. In questa missione dell’Agenzia spaziale europea da 1,4 miliardi di euro, l’Agenzia spaziale italiana partecipa accanto a Istituto nazionale di astrofisica, Istituto nazionale di fisica nucleare e un gruppo numeroso di università e aziende. «È un programma virtuoso: con un contributo di circa il 12% abbiamo avuto indietro il 35%», ha detto Barbara Negri, responsabile del Volo umano e della Sperimentazione scientifica dell’Asi, nella conferenza stampa. Inizialmente programmato con una Soyuz, il lancio è previsto il primo luglio dalla base di Cape Canaveral (Florida) con un razzo Falcon 9 della SpaceX.
Costruito in Italia dalla Thales Alenia Space (Thales-Leonardo) grazie a un contratto da circa 450 milioni, il satellite Euclid è un cilindro da circa 2 tonnellate, alto 5 metri e largo 3,5, equipaggiato con telescopio con uno specchio dal diametro di 1,2 metri e due strumenti realizzati con un forte contributo italiano: il VISible Instrument (Vis) e il Near Infrared Spectrometer Photometer (Nisp). Con questi speciali occhi, nei suoi sei anni di attività Euclid studierà l’universo in un viaggio del tempo che lo porterà fino a 10 miliardi di anni fa, quando l’universo ha cominciato ad accelerare la sua espansione, inoltre farà una scansione del 36% del cielo, raccogliendo dati su almeno un miliardo di galassie. Si attende una massa di dati senza precedenti, che sarà elaborata in nove centri europei compreso quello italiano all’Altec (Asi-Thales Alenia Space), gestito dall’Inaf per la parte scientifica. I primissimi dati sono attesi a novembre, al termine dei circa tre mesi necessari dopo il lancio per i test degli strumenti e poi per la calibrazione delle misure.
«Un lavoro straordinario ed entusiasmante svolto nel corso di dieci anni da parte del team di programma di Thales Alenia Space e dell’intero consorzio industriale per portare a compimento questa sfidante e ambiziosa missione scientifica dell’Esa che impiega altissime conoscenze e tecnologie disponibili in Europa», ha dichiarato Walter Cugno, vicepresidente Esplorazione e Scienza di Thales Alenia Space. (c.s.)

