Pronto soccorso, stop in consiglio comunale

Tagliacozzo, il contestato punto dichiarato inammissibile. Botta e risposta Giovagnorio-Montelisciani
TAGLIACOZZO. Con l’approvazione unanime dei primi quattro punti all’ordine del giorno sembrava che le aspre polemiche dei giorni scorsi fossero acqua passata e che il consiglio avesse ritrovato quel clima di serenità indispensabile per dare risposte ai bisogni dei cittadini. Gli argomenti approvati rispondevano in effetti a questa esigenza. Si trattava infatti dell’assegnazione di lotti della zona industriale a due imprese e dell’adesione alla proposta di legge regionale che prevede il risarcimento dei danni a commercianti e artigiani causati dai cantieri per la realizzazione di opere pubbliche. All’ultimo punto figurava la discussione sulla chiusura dell’ex pronto soccorso. L’argomento, richiesto dalle opposizioni, era stato escluso dal consiglio del 3 febbraio e non era stato neppure previsto per il consiglio di ieri. Ma è intervento il prefetto e la presidente del consiglio, Anna Mastroddi, ha dovuto integrare l’ordine giorno. Ci si aspettava che su un argomento così importante si discutesse in modo pacato e proficuo, per individuare le iniziative da intraprendere per impedire che l’ex pronto soccorso chiuda. Ma non è stato così. Ad accendere gli animi è bastata una battuta al vetriolo («Vergognatevi, chiacchieroni») rivolta dal sindaco Vincenzo Giovagnorio alla minoranza per aver mosso delle critiche all’amministrazione, alla quale ha replicato stizzito il capogruppo di “Tagliacozzo unita”, Vincenzo Montelisciani: «Lei ci insulta». Da lì si è capito che, sul tanto discusso argomento, il braccio di ferro tra maggioranza e opposizioni sarebbe continuato. «Non riesco a capire», ha detto il sindaco, «le ragioni per le quali dovremmo discutere di un argomento trattato una miriade di volte. Chiedo pertanto che il consiglio lo dichiari inammissibile». Le opposizioni hanno invocato l’articolo 33 del Regolamento, ma la proposta è passata lo stesso, col solo voto della maggioranza. «Se non saremo uniti, la battaglia per l’ospedale la perderemo», è stato l’avvertimento di Maurizio Di Marco Testa, capogruppo di “Il paese che vorrei”. «Rimango basito», ha commentato Montelisciani, «perché non volete discutere dell’ospedale? Di che cosa avete paura?» E rivolto a sindaco: «Nel novembre 2014 lei, da consigliere d’opposizione, insieme a me, e a Giampiero Pendenza, ha presentato una mozione perché il Comune si costituisse in giudizio nel ricorso al Tar contro il ridimensionamento dell’ospedale. Che cosa è cambiato da allora? Non è più d’accordo?». «Le risponderò per iscritto, nei termini previsti dalla legge», è stata la replica secca del sindaco.
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