Prosciutto senza inganno Assolto Fioravanti

13 Aprile 2016

L’AQUILA. Nessun inganno con quei due prosciutti. Dop o non dop, quella locandina appesa sopra al bancone frigorifero del supermercato di via Beato Cesidio non conteneva una falsa indicazione al...

L’AQUILA. Nessun inganno con quei due prosciutti. Dop o non dop, quella locandina appesa sopra al bancone frigorifero del supermercato di via Beato Cesidio non conteneva una falsa indicazione al cliente. Non era ingannevole.

Si è chiusa con un’assoluzione la vicenda giudiziaria che ha visto finire sul banco degli imputati il noto imprenditore aquilano Maurizio Fioravanti, titolare dell’omonimo gruppo cui fa capo una catena di supermercati (D+ e Dimeglio).

Il singolare processo avente come “parti offese” due prosciutti – che per l’accusa erano stati falsamente indicati come “crudo veneto Euganeo dop”, mentre in realtà non lo erano – celebrato non a caso all’ora di pranzo, andava avanti da tre anni. Ieri la sentenza di assoluzione, pronunciata dal giudice Giuseppe Grieco con la formula «perché il fatto non costituisce reato».

Tutto comincia il 3 luglio 2013 tra i banchi di uno dei supermercati di cui è titolare Fioravanti, a Santa Barbara. I carabinieri accertano che c’è differenza tra il prosciutto ritratto in locandina e il prodotto sottostante. Da qui, tre anni di udienze, testimonianze, perizie. Fioravanti è imputato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci, con l’aggravante che si tratta di alimenti la cui denominazione di origine o geografica o le cui specificità sono protette dalla legge. In casi di particolare gravità, si rischia, in caso di condanna, anche la chiusura temporanea del negozio da un minimo di cinque giorni a un massimo di tre mesi, ovvero la revoca della licenza. Con un’appassionata arringa l’avvocato difensore Attilio Cecchini ha difeso «la buona fede» di Fioravanti, «che non era tenuto al controllo delle locandine dei prodotti in offerta» escludendo il dolo. E alla fine è arrivata un’assoluzione dop (da ogni pena).(e.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA