Provincia, accordo da 2 milioni sugli affitti

L’ente rinuncia al ricorso per Cassazione e va verso l’intesa con la Emerald 75 per la sede alla stazione
L’AQUILA. Si va verso un accordo “bonario” tra la Provincia dell’Aquila e la società Emerald 75 che vanta un grosso credito per canoni di locazione arretrati.
L’ente pubblico, infatti, con un decreto del presidente, ha rinunciato al ricorso in Cassazione e intende trovare un accordo col privato. La Corte d’Appello dell’Aquila (sezione locazioni), con una sentenza pubblicata il 4 luglio 2019, aveva condannato la Provincia dell’Aquila al rilascio immediato di un edificio ad uso uffici che si trova in via Rocco Carabba di proprietà della società Emerald 75 e al pagamento dei canoni di locazione arretrati (dal 22 luglio 2013 al 13 giugno 2018) per un importo complessivo di oltre due milioni di euro (oltre agli interessi legali previsti). Inoltre la Provincia avrebbe dovuto pagare spese legali per oltre 30.000 euro.
La vicenda risale al maggio 2015 quando la Emerald 75 chiese al tribunale dell’Aquila di convalidare lo sfratto notificato alla Provincia dell’Aquila con il quale si intimava all’ente pubblico il rilascio “dell’immobile concesso in locazione (a uso uffici) e sito in L’Aquila, via Rocco Carabba 4, per inadempimento nel pagamento dei canoni”. La Emerald chiedeva ai giudici di emettere nei confronti della Provincia anche una “ingiunzione immediatamente esecutiva per la somma di 1.570.338 euro per i canoni scaduti dal mese di dicembre 2012 al mese di maggio 2015”.
Il tribunale, con una sentenza del 3 aprile 2018, dichiarò “risolto il contratto di locazione” e ordinò all'amministrazione provinciale “di rilasciare l’immobile e i vari locali, sgomberi da persone e cose, alla Emerald 75”. La sentenza di primo grado, però, non aveva riconosciuto al proprietario le somme arretrate per i canoni non pagati. Da qui il ricorso dell’impresa alla Corte d’Appello, che a luglio 2019 ha dato ulteriore ragione alla Emerald. Nell’atto pubblicato due giorni fa il presidente decreta “di addivenire a una soluzione bonaria della vicenda inerente alla controversia instaurata con la società Emerald 75 per la quale è stata emanata la sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila e sulla quale pende ricorso per Cassazione instaurato da quest’amministrazione. Di approvare l’atto di transazione da sottoscriversi con la controparte e i relativi legali. Si rinuncia, pertanto, al ricorso instaurato presso la Suprema Corte”.
Nel dettaglio la sentenza della Corte d’Appello riconosceva alla Emerald una cifra complessiva di 2.672.630 tra canoni arretrati, Iva, interessi e spese legali. I legali della Provincia ritengono “che alla controparte si possa proporre il pagamento di una somma che consenta di realizzare un risparmio complessivo pressoché impossibile da migliorare all’esito del giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione. L’importo proposto a titolo transattivo, infatti, sarebbe costituito dalla somma dei canoni effettivamente dovuti secondo quanto dedotto nel nostro ricorso dinanzi alla Suprema Corte (1.840.779 euro) oltre Iva, senza l’applicazione di interessi e l’integrale compensazione delle spese”. (g.p.)

