Provincia, c’è l’accordo sugli uffici di via Carabba

15 Gennaio 2021

L’AQUILA. Si avvia a soluzione la vicenda del mancato pagamento da parte della Provincia di oltre due milioni di euro di affitto per un immobile di proprietà di una società privata dove, dopo il...

L’AQUILA. Si avvia a soluzione la vicenda del mancato pagamento da parte della Provincia di oltre due milioni di euro di affitto per un immobile di proprietà di una società privata dove, dopo il sisma, sono stati ospitati alcuni uffici dell’ente. Il privato aveva vinto la causa civile sia in primo grado che in appello.
La Provincia inizialmente aveva presentato ricorso in Cassazione, ma poi ci ha rinunciato e pochi giorni fa il presidente Angelo Caruso ha firmato un decreto per «addivenire a una soluzione bonaria della vicenda inerente la controversia instaurata con la Società Emerald 75 srl proprietaria dei locali in via Rocco Carabba, adibiti a sede dei Centri per l’impiego e del Settore politiche del lavoro e Formazione professionale». Con il decreto si approva «lo schema di atto di transazione stabilendo di rinunciare al ricorso instaurato presso la Suprema Corte». L’amministrazione provinciale «corrisponderà a saldo, stralcio e transazione di quanto dovuto in base alla sentenza della Corte di Appello dell’Aquila la somma complessiva di 2.031.571 euro, Iva compresa, a titolo transattivo per i canoni effettivamente dovuti nel periodo di vigenza del contratto di locazione» e a titolo risarcitorio (cioè fino al 2018 data dell’effettivo rilascio dell’immobile). La vicenda risale al maggio 2015 quando la Emerald 75 chiese al tribunale di convalidare lo sfratto notificato alla Provincia con il quale si intimava all'ente pubblico il rilascio «dell’immobile concesso in locazione (a uso uffici) e sito in L’Aquila, via Rocco Carabba 4, per inadempimento nel pagamento dei canoni».
La Emerald chiedeva ai giudici di emettere nei confronti della Provincia pure una «ingiunzione immediatamente esecutiva per la somma di 1.570.338 euro per i canoni scaduti dal mese di dicembre 2012 al mese di maggio 2015». Il Tribunale con sentenza del 3 aprile 2018 dichiarò «risolto il contratto di locazione» e ordinò all'amministrazione provinciale «di rilasciare l’immobile e i vari locali, sgomberi da persone e cose, alla Emerald 75».
La sentenza di primo grado però non aveva riconosciuto al proprietario le somme arretrate per i canoni non pagati fra il 2015 e il 2018. Da qui il ricorso dell’impresa alla Corte di Appello che diede ragione alla Emerald. Ora si va alla composizione bonaria. La Provincia ha ritenuto che, con molta probabilità, anche in Cassazione l’ente sarebbe stato soccombente con un aggravio di spese non indifferente per le finanze pubbliche. (g.p.)
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