Provincia, opposizione contro il presidente De Crescentiis

12 Luglio 2015

L’AQUILA. I consiglieri provinciali Felicia Mazzocchi (Ndc) e Gianluca Alfonsi (Fi) attaccano il presidente della Provincia Antonio De Crescentiis: «Comprensibile il disorientamento di un presidente...

L’AQUILA. I consiglieri provinciali Felicia Mazzocchi (Ndc) e Gianluca Alfonsi (Fi) attaccano il presidente della Provincia Antonio De Crescentiis: «Comprensibile il disorientamento di un presidente catapultato dal consiglio comunale di Pratola Peligna all’amministrazione di una provincia, peraltro estesa e montuosa come quella dell’Aquila», scrivono, «ma non è più sopportabile lo stallo che si sta generando a danno dei cittadini. Le funzioni sono molte, i settori da governare tanti, ma se si perde la bussola avvitarsi e aggravare la situazione è giocoforza. La Provincia non può permettersi di non esercitare l’attività e ammucchiare le pratiche, non può assecondare l’inerzia regionale offrendo la spalla a D’Alfonso che non sembra una scheggia nel risolvere i problemi, non può lasciare scoperture dirigenziali come per l’edilizia e non poter procedere ad esempio alla stipula di contratti o all’inizio di lavori attesi da tempo sul territorio (come la realizzazione dei ponti 39 e 46 nel Fucino). Le imprese che hanno eseguito i lavori attendono di essere pagate, le opere deliberate dal precedente consiglio devono essere autorizzate. In carenza di commissioni e consigli (dall’inizio del mandato ne è stato convocato solo uno), si immaginava un impegno straordinario della maggioranza e soprattutto del vicepresidente con ruolo di supporto pratico all'attività del presidente, ma purtroppo non solo non registriamo questo sprint atteso, ma un pericoloso e dannoso stand by che solo grazie alla capacità dei dipendenti dell’ente di assolvere ai propri compiti, non genera un blackout totale. Peraltro il vicepresidente, facendo dietrologia, dimentica di essere stato vicepresidente del consiglio regionale e dovrebbe quindi ben sapere che la Provincia ha sempre anticipato le somme per i risarcimenti danni cinghiali e non si è preoccupato che tali somme fossero sufficienti né tantomeno tempestive».