«Pulizia, sicurezza e viabilità» Messaggi dalla città ai candidati

14 Agosto 2020

La pista ciclabile continua a dividere. C’è chi chiede la rotatoria a Caruscino e marciapiedi in via Roma L’ex insegnante: «Più cultura, molti ragazzi sono allo sbando». Attenzione anche alle periferie

AVEZZANO. Se fossi sindaco di Avezzano farei... A poco più di un mese dalle elezioni (si vota domenica 20 e lunedì 21 settembre), il Centro ha raccolto le idee dei cittadini.
Messaggi per i sei candidati alla carica di sindaco.
Uno dei temi caldi del 2019 è stato quello sulla pista ciclabile. «Se fossi sindaco di Avezzano toglierei subito la pista ciclabile», commenta Corrado Calizzi, «ha distrutto una città. Nella zona nord nessuno la frequenta, a piazza Torlonia praticamente non si passa più e a mio avviso è anche pericolosa». Ha imparato invece ad apprezzarla Michela Bartolucci, titolare della libreria Ubic in corso della Libertà, che però se diventasse prima cittadina vorrebbe rivalutare l’intera rete. «Negli ultimi mesi ho visto che è più frequentata», precisa, «però rivaluterei l’intero progetto tenendo conto delle esigenze di tutti. Ripenserei a una nuova idea di pista ciclabile e farei più pulizia e manutenzione in tutta la città. Ci sono zone troppo abbandonate». Dello stesso parere anche la figlia Sofia, 10 anni. Anche lei, se fosse sindaco, prenderebbe subito provvedimenti: «Per fare in modo che nessuno butti più le cartacce e altre cose per terra».
Se Angelo D’Onofrio fosse sindaco, invece, metterebbe subito sulla sua agenda degli interventi strutturali lungo le strade. «Sistemerei via XX Settembre facendo una rotonda all’incrocio con via Brunelleschi (zona Caruscino, ndc)», sottolinea, «lì la situazione è preoccupante e nessuno ha mai fatto niente. E poi farei i marciapiedi dove non ci sono, come su via Roma. Può l’ingresso della città stare senza un marciapiede e con l’asfalto distrutto?».
Se Caterina Maceroni venisse eletta sindaco di Avezzano penserebbe «a regolare il traffico» ma anche «a sistemare i marciapiedi del centro con più scivoli per carrozzine, passeggini e persone disabili». Più manutenzione e più attenzione per la città sono due cavalli di battaglia che molti ipotetici sindaci porterebbero avanti nei loro mandati. Domenico Rodorigo punterebbe su un’attenta manutenzione del territorio comunale iniziando da piazza Risorgimento. «Se facessi il sindaco andrei in piazza e inizierei proprio dalla pulizia di ogni angolo dove c’è l’immondizia accantonata da tempo», afferma, «poi sistemerei le aiuole, sono assurde. Quando non c’è posto sulle panchine in tanti ci si siedono e si fanno male perché pericolose».
Una maggiore attenzione alle piccole cose la porterebbe avanti da primo cittadino anche Donato De Luca per il quale «la città avrebbe bisogno di persone che la mattina arrivano e cominciano a pulire e sistemare tutto. Qui non c’è più manutenzione, ci sono vespe e rifiuti ovunque».
Corrado Sannito, invece, partirebbe dalla riqualificazione della zona nord. «Il Comune nuovo è ormai in abbandono da anni», evidenzia, «lo riqualificherei e sistemerei anche le aree intorno, in degrado. Tutto questo attorniandomi di persone serie e competenti, Avezzano ne ha davvero bisogno». Un ospedale dignitoso e una sanità attenta sono le priorità di Gianni De Amicis, il quale ribadirebbe subito «la centralità della città, con una squadra che non si faccia mettere i piedi in testa dagli aquilani». Ornella Viola, invece, se potesse salire sullo scranno comunale creerebbe le condizioni per «dare la possibilità alle persone di non essere costrette a vendersi per trovare un posto di lavoro. Il lavoro è un diritto». Mentre Pasquarella Mazzarella realizzerebbe «bagni pubblici nei punti più attrattivi della città, come piazza Torlonia e piazza Risorgimento». «E metterei», afferma, «delle fontanelle in centro, non ce ne sono più».
Altro tema è quello sulla sicurezza. «Dal centro alla periferia, farei sicuramente più controlli», dichiara Daniela Costantini, «soprattutto nelle zone maggiormente frequentate dai ragazzi. In tanti punti girano macchinette e motorini rumorosi». Valeria Di Renzo punterebbe sulla sicurezza scolastica «perché le strutture sono troppo vecchie e non bisogna dimenticare che la cultura dei giovani è la garanzia per l’avvenire. E poi potenzierei le palestre e le varie attività dedicate a giovani e non».
Anche Lucia Antonelli, ex insegnante, metterebbe subito mano agli edifici scolastici e alle politiche giovanili con controlli mirati. «Curerei di più il mondo della cultura», dichiara, «e poi farei più controlli in centro, soprattutto per seguire i ragazzi che spesso sono allo sbando». L’ascolto sarebbe invece alla base dell’attività amministrativa di Carmine Giffi, il quale farebbe «assemblee pubbliche con i cittadini per ascoltare le loro necessità. Convegni, incontri e appuntamenti per sentire cosa serve realmente».