Punto di avvistamento restaurato dai Medici

Ma la struttura è ancora più antica dell’epoca di Francesco I: è documentata già nel XIV secolo
SANTO STEFANO DI SESSANIO. La storia della Torre è di fatto la storia del paese di Santo Stefano di Sessanio (e ieri, all’inaugurazione, c’era anche un gruppo con i tradizionali costumi locali) soprattutto nella fase di insediamento e incastellamento del borgo. I primi insediamenti si fanno risalire al periodo dell’Alto Medioevo, approssimativamente nel periodo della colonizzazione monastica. Dopo le invasioni saracene si avvia presumibilmente la fase di formazione del castellum di Santo Stefano. La presenza di insediamenti rurali e la vicinanza al convento cistercense di Santa Maria del Monte accreditano l’ipotesi dell’esistenza sulla sommità del colle di una Torre di solo avvistamento, a scopo difensivo. L’edificio era costituito inizialmente dal solo fusto cilindrico privo di coronamento, con porta di accesso ad una quota elevata e con finestre, tutti elementi incorniciati da blocchi in pietra. Sarà proprio la presenza di questo singolare elemento edificato a determinare la genesi del tessuto edilizio circostante. L’evolversi delle tecniche militari e l’avvicendarsi di fenomeni rovinosi inducono cambiamenti e modifiche della versione originale della torre.
È possibile riferire al periodo angioino la sua trasformazione più vistosa che aggiunge alla canna cilindrica originale l’apparato a sporgere del coronamento impostato su beccatelli a tre aggetti che trasformano di fatto la torre in un vero presidio di difesa del borgo. Sostanziali cambiamenti seguirono, anche nel borgo di Santo Stefano, alla vendita nel 1579 della Baronia di Carapelle a Francesco I dei Medici. Il restauro della torre, senza cambiamenti sostanziali, venne ricompreso nei più generali lavori di abbellimento del borgo, ormai al centro di un’intensa attività commerciale, tanto da essere, successivamente e in modo improprio, definita “Torre medicea”. Ulteriori e successivi interventi di riparazione per danni di guerra e per quelli causati dai disastri naturali, tra cui i precedenti terremoti, hanno riguardato nel tempo la Torre. «Oggi la torre di Santo Stefano di Sessanio torna a essere un punto di riferimento nel paesaggio e nella cultura del territorio. Tanto altro continueremo a fare per restituire bellezza e futuro a questi luoghi», ha detto fra l’altro il presidente della Regione Marco Marsilio intervenuto all’inaugurazione. (g.p.)
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