Punto nascita, arrivano due ginecologhe

13 Gennaio 2017

Il manager Tordera: comincia da qui il rilancio del reparto che fino a qualche settimana fa era sulla via della chiusura

SULMONA. Arriveranno dal primo febbraio due nuove ginecologhe al punto nascita sulmonese. Riparte da qui la rinascita del reparto dell’Annunziata, come ha annunciato il manager dell’Asl Rinaldo Tordera. Il direttore generale ha anche sollecitato il personale del reparto a credere di più nel proprio lavoro, per infondere sempre maggiore fiducia nelle persone e invertire la tendenza del calo delle nascite, in atto da circa otto anni. «Il punto nascita non è stato disattivato e siamo ancora nelle condizioni di assicurare questo servizio per tutte le mamme e per tutte le famiglie che vogliono far nascere i loro bambini a Sulmona», ha detto Tordera. «Ci dobbiamo credere noi, ci devono credere le famiglie, ma soprattutto ci devono credere gli operatori ospedalieri. Sono loro che devono trasmettere fiducia dal momento che ci sono tutte le condizioni di sicurezza e tranquillità per poter partorire. Solo così si potrà mettere in moto un meccanismo virtuoso per rilanciare, una volta per tutte, il reparto e invertire il trend negativo delle nascite in calo, ormai iniziato circa otto anni fa. Ora ci sono tutte le condizioni per alzare i numeri». Il riferimento del direttore generale è all’arrivo di due ginecologhe, una delle quali esperta anche in esami morfologici, ormai molto richiesti da quasi tutte le donne incinte. La mission, dunque, resta recuperare la fiducia e far salire il numero delle nascite, che quest’anno si sono fermate a 200, con 28 parti nel solo mese di dicembre. Un vero e proprio baby boom per la Maternità sulmonese, che ha ricominciato a riconquistare terreno da maggio con l’introduzione del parto in analgesia e poi col trasloco del reparto dall’ala vecchia a quella nuova. Sposa la linea ottimistica del manager il sindaco di Sulmona Annamaria Casini.

«Il punto nascita va rilanciato», interviene. «È un errore dire che invece va salvato dal momento che il suo mantenimento è già previsto nel Piano sanitario regionale. È un segnale positivo quello che arriva dall’azienda sanitaria, un segno concreto per rinnovare la classe medica e migliorare la qualità dell’assistenza. Continuare a parlare di reparto da salvare crea solo psicosi che non può che nuocere a Ostetricia e ginecologia. Il punto nascita è attivo e non sarà disattivato. Lo prevede il Piano sanitario regionale e in questo momento la vera sfida è quella di alzare i numeri e rilanciare il reparto perché abbia più forza attrattiva». Resta, però, firmato il decreto del commissario ad acta della sanità sulla chiusura del punto nascita sulmonese.

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