«Punto nascita autofinanziato dai cittadini»

La proposta di Ripensiamo il territorio ai residenti del Centro Abruzzo: bastano 45 euro l’anno a testa
SULMONA. Punto nascita autofinanziato dai cittadini. La proposta-provocazione la lancia il movimento Ripensiamo il territorio per consentire nei prossimi due anni l’uscita dal commissariamento sanitario e la salvezza del reparto. Secondo i calcoli degli attivisti della coesione territoriale, il reparto avrebbe un costo di circa 3 milioni e 600mila euro all’anno, che divisi per gli 80mila residenti del Centro Abruzzo, farebbero 45 euro annui, cioè 12 centesimi al giorno. «Il costo del personale, al netto di quello già esistente, sarebbe sul milione e mezzo all’anno», calcola Giovanni Natale del movimento. «Per le strutture, immaginiamo lo stesso costo. Quindi è prevedibile un esborso annuo di 3 milioni, che rimodulati del 20%, potrebbero raggiungere i 3 milioni e 600mila euro. Se facciamo riferimento a tutta la popolazione del Centro Abruzzo, circa 80mila abitanti, la spesa pro-capite annua ammonterebbe più o meno a 45 euro. Ovvero a 12 centesimi al giorno». Un calcolo che necessiterebbe di aggiustamenti e revisioni, in base ai reali costi del reparto. Intanto, gli organizzatori della battaglia in difesa del punto nascita, arrivati alla prima settimana di occupazione dell’aula consiliare, organizzano un pullman gratuito per partecipare al consiglio comunale convocato all’Aquila.
L’appuntamento è per giovedì alle 14 alla villa comunale del capoluogo, di fronte al palazzo dell’Emiciclo dove si terrà il consiglio regionale sui punti nascita in chiusura. Il ritrovo per l’autobus è giovedì 9 aprile alle 12 a piazza Capograssi. Per prenotarsi basta contattare i numeri: 348-7279442 (Alberto), 331-7420522 (Mauro) e 338-8594464 (Luigi). Continua, nel frattempo, il presidio permanente all’ospedale sulmonese, da parte dei rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Nursind.
«Le ultime notizie, che indicherebbero il punto nascita dell’ospedale dell’Aquila come riferimento per il Centro Abruzzo sono preoccupanti», incalza la Cisl Valle Peligna-Alto Sangro, «raggiungere e spostarsi verso L’Aquila è già complicato da Sulmona, figuriamoci dalle altre zone dell’Alto Sangro e della Valle Peligna». (f.p.)
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