Punto nascita, in aumento il numero dei nuovi nati

Sono 248 i piccoli venuti alla luce nel 2017, il 25% in più dello scorso anno E nel reparto il personale sta allestendo una mostra con le foto dei bimbi
SULMONA. Sono 248 i nati del 2017 al punto nascita dell’ospedale sulmonese. Un numero che potrebbe salire a 255 con i parti previsti fino a fine anno. Resta ancora alla metà della soglia minima dei 500 parti annui il numero di bambini nati all’ospedale dell’Annunziata, anche se il dato è in aumento rispetto al passato. Lo scorso anno sono nati 206 bebè. Nel 2015, invece, 195, con un aumento pari al 25 per cento. Torna a sorridere, dunque, il reparto e per questo nei prossimi giorni una mostra fotografica porterà in esposizione tutti i sorrisi dei neonati venuti alla luce a Sulmona in questo ultimo anno. Un’iniziativa voluta dal personale del reparto che continua a spendersi per la sua salvaguardia, dopo il decreto Lorenzin che impone la chiusura alle strutture con meno di 500 parti annui. Provvedimento su cui la Regione, per ora, sembra voler soprassedere, anche se il reparto sulmonese è finito nella scure dei tagli, partita nel 2010. Ma da sempre il Centro Abruzzo gravita attorno all’ospedale dell’Annunziata per le esigenze sanitarie: quasi 1.800 chilometri quadrati di superficie tra Valle Peligna, Valle Subequana, Valle del Sagittario e Alto Sangro, per oltre un terzo del territorio della provincia, con una popolazione di circa 80mila persone. Il trend positivo dei primi mesi del 2017 ha inaugurato un baby boom alla Maternità sulmonese, legato a una rinnovata fiducia nei confronti del reparto e all’avvio di corsi per le neo-mamme, oltre che al parto in analgesia inaugurato il 4 maggio scorso, che ha fatto crescere il numero dei parti. Ha influito anche il trasloco, dallo scorso anno, al secondo piano dell’ala nuova, dal terzo della vecchia sede inagibile. Anche la possibilità del parto in acqua ha incuriosito parecchie mamme interessate alle ultime procedure. Anche se la vasca, ordinata a febbraio, deve ancora entrare in funzione. Grazie all’ultima moda in fatto di parti naturali, il reparto punta a incrementare il numero delle partorienti anche con questa nuova tecnica. La vasca per il parto in acqua, il cui costo è di circa 90mila euro, dovrà essere allestita vicino ai nuovi arredi del “blocco parto”. La tecnica – secondo gli esperti – diminuisce la percezione del dolore, accorcia i tempi di dilatazione e riduce la prima fase del travaglio, oltre a creare un’atmosfera di relax attorno alla gestante. Asl e Regione, dunque, continuano a investire sul reparto che era stato condannato a chiusura certa. In un primo momento la mostra si sarebbe dovuta inaugurare prima di Natale, poi gli impegni del reparto hanno causato un rinvio. «Volevamo inaugurare la mostra in questi giorni, ma non abbiamo fatto in tempo», dice l’ostetrica Berta Gambina. «L’iniziativa, però, è solo rinviata».
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