Punto nascita, l’addio di un altro medico

Di Luigi lascia per un contratto all’ospedale di Vasto. L’appello del sindaco a Regione e Asl: «Occorrono scelte chiare»
SULMONA. Un altro medico lascia il Punto nascita, dopo quattro anni di contratti da precario rinnovati in extremis e di incertezza sul proprio futuro. Così, quando arriva l’opportunità del posto fisso sarebbe da folli non coglierla, anche se è lontano da casa e dalla propria famiglia e dal progetto in cui si creduto per anni. Per questo Gianluca Di Luigi, ginecologo del Punto nascita sulmonese, ha deciso di accettare non senza nostalgia il contratto a tempo indeterminato che gli è stato offerto dall’ospedale di Vasto. Qui andrà a lavorare dal mese prossimo, dopo aver lottato per il futuro del Punto nascita di Sulmona, dopo essersi speso nel campo del volontariato cittadino e dopo aver fatto risalire la fiducia delle future mamme nei confronti del reparto, grazie alla sua grande professionalità. «Auf wiedersehen significa fino al nostro prossimo incontro, così voglio salutare le persone care che ho avuto modo di conoscere in questi anni», ha scritto il medico su Facebook. «L’assunzione a tempo indeterminato dovrebbe essere un momento di estrema gioia, eppure l’idea di abbandonare questi luoghi mi rattrista oltre misura». Di Luigi lascerà dal 16 aprile otto colleghi, di cui la responsabile prossima alla pensione e altre due dottoresse che usufruiscono di permessi di lavoro, una per la 104 e l’altra perché ha un figlio piccolo.
Il suo saluto social, dunque, arriva in una fase delicata per il reparto, in bilico da anni tra rinascita e rischio chiusura.
«Così si rischia di perdere altri pazienti», afferma Romina Ramunno, futura nonna, «mia figlia partorirà a luglio e ci spiace immensamente che Di Luigi non sarà più qui. Non potremo raggiungerlo a Vasto, ma è stato un grande errore non tenerlo qui».
La mancata autorizzazione, da parte della Regione al Piano delle assunzioni per il 2019, richiesta dalla Asl per consentire di agire subito sulla dotazione di personale del Punto nascita nell’ospedale di Sulmona con l’ingresso di un medico, rischia di aggravare la situazione del reparto e di renderne vana ogni futura azione regionale o governativa di salvaguardia.
Da qui l’appello del sindaco a Regione e Asl. «Il mio è un accorato appello alla Regione e alla Asl affinché finalmente si abbia il coraggio di fare scelte chiare e tempestive che invertano la tendenza di un lento e costante depauperamento di personale e dotazioni strumentali», incalza Annamaria Casini, «in assenza di una strategia chiara di rilancio del servizio. Chiedo, inoltre, a tutte le forze politiche di affrontare subito questo tema e l’intera questione della sanità peligna come una priorità dell’agenda politica per la sopravvivenza delle nostre aree montane del centro Abruzzo, che rischiano lo spopolamento proprio a causa della riduzione dei servizi».
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