Punto nascita, strategie per salvarlo

3 Novembre 2018

Balassone (Sbic): «Serve una voce unanime». Dante (Pd): «Territorio mortificato»

SULMONA. Il tema della difesa del punto nascita continua a tenere banco dopo la bocciatura del Comitato percorso nascita del ministero della Salute. «In questo modo il governo, oltre a mortificare questa parte fondamentale delle zone interne dell’Abruzzo, vanifica tutto lo sforzo e la richiesta presentata dalla Regione di proroga del decreto Lorenzin», interviene Sergio Dante del circolo cittadino del Pd. «In questi anni ci siamo battuti per difendere il presidio in tutti i modi. Il Pd di Sulmona non ha mai smesso di credere nella giustezza di questa battaglia come ha dimostrato fin dal primo momento schierandosi in consiglio comunale a Sulmona e votando per ben due volte contro la riorganizzazione della rete ospedaliera».
Invoca la protesta Sbic, che in consiglio è rappresentato da Maurizio Balassone. «Noi aspettiamo che il reale cambio d’indirizzo si manifesti attraverso una risposta chiara, così come chiare sono state le promesse ai cittadini in campagna elettorale», spiegano dal movimento. «Sarà importante che il territorio parli con una sola voce e che, insieme, stabilisca le iniziative all’unisono. Noi, però, siamo preoccupati. Assistiamo per il momento solo a un pericoloso rimbalzo di responsabilità che oggi sono suddivise, per ambiti e competenze diverse, tra la Regione Abruzzo, il Comune di Sulmona e l’attuale governo nazionale con i suoi rappresentanti locali». Dà la sua spiegazione anche lo studioso Aldo Ronci, che collega la questione allo spopolamento del Centro Abruzzo e al declassamento dell’ospedale. «Nel Centro Abruzzo nel 2013 le nascite sono state 471 mentre nel 2017 sono state appena 379 per cui in 4 anni le nascite hanno subìto una flessione di 92 neonati che in valori percentuali corrisponde a -20% valore doppio al decremento medio nazionale dell’11%», spiega. «La causa della flessione è data dallo spopolamento che nello stesso periodo ha registrato 1.756 abitanti in meno pari a una flessione del 5,15% dato pari a 5 volte quella italiana che è stata dello 0,49%. La lotta contro la chiusura del punto nascita e quella per la riclassificazione dell’ospedale devono essere inscindibili».
©RIPRODUZIONE RISERVATA