Punto nascita, turni massacranti e caos

14 Giugno 2017

Siamo andati nel reparto dove aumentano le proteste contro la Asl («Personale dimezzato») e il superlavoro degli infermieri

SULMONA. Una sola infermiera che corre da una stanza all’altra e la ginecologa che si divide fra verbalizzazioni dei ricoveri e sale operatorie. È un giorno come gli altri al punto nascita dell’ospedale sulmonese, dove però il numero dimezzato degli infermieri (da otto a quattro) tra ferie estive, congedi parentali e permessi per malattia, stanno mettendo a dura prova il reparto. Per questo ieri, dopo l’ennesima richiesta di congedo parentale da parte di un’infermiera, Paola Caputo, responsabile in sostituzione di Maria Recanati (in questi giorni in ferie), ha scritto una lettera alla Asl.
«Ho fatto presenti le nostre difficoltà ai vertici dell’azienda e mi hanno già assicurato che provvederanno a mandarci altro personale», dice la ginecologa mentre sbriga le ultime verbalizzazioni al computer prima di correre in sala parto. «Purtroppo con appena quattro infermieri su otto in servizio non riusciamo a garantire un’adeguata turnazione», aggiunge la dottoressa. «Sono tre i turni di lavoro al giorno che avrebbero bisogno ognuno di almeno due infermieri, ma con questi numeri non ce la facciamo. Perciò arriveremo fino alla fine della settimana e poi aspetteremo l’altro personale di cui ci hanno annunciato l’arrivo». Ieri mattina nessun fiocco rosa o azzurro da festeggiare sulle porte delle camere del reparto, trasferito nei mesi scorsi al primo piano dell’ala nuova (fino a qualche tempo fa nella parte vecchia e inagibile). Neppure un papà in trepidante attesa a consumare il corridoio, ma solo due mariti ad aspettare la visita di turno del medico per le mogli sottoposte ad intervento ginecologico. Nel frattempo, delle due infermiere disponibili, una corre in sala interventi e l’altra è costretta a fare la spola tra due stanze, dividendosi tra le pazienti da operare e quelle che devono seguire le terapie post operatorie. Un’altra addetta, invece, dopo aver consegnato il pranzo, passa per ritirare i vassoi. Intanto, sono già le 13 e l’ora del pasto è terminata, si apre la porta del reparto per le visite giornaliere e qualche parente inizia ad arrivare alla spicciolata. Non trovando nessuno a cui chiedere il numero della stanza del proprio familiare, i visitatori si arrangiano facendo capolino dalle due porte aperte. Perché carenza di personale significa anche non trovare nessuno per le informazioni. Come fa notare Anthony Pasqualone, segretario della Fp-Cgil, che ha inviato una lettera al manager della Asl Rinaldo Tordera per chiedergli un incontro urgente. «Forti preoccupazioni vengono espresse anche dai lavoratori», interviene il sindacalista, «che continuano ad adoperarsi con enorme spirito di servizio ed abnegazione. Ci si riferisce in particolare al personale infermieristico che, ad oggi, è ridotto a sole 4 unità e che, dovendo garantire la copertura del turno H 24, rinuncia costantemente ai riposi previsti dalla vigente normativa con le evidenti ripercussioni che tale situazione genera sulle condizioni di lavoro di ogni operatore».
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