Puzza a Carsoli, scatta l’inchiesta della procura

10 Ottobre 2019

L’Arta diserta il confronto con amministratori e cittadini e invia dati parziali Mamme inviperite: «Vogliamo la verità o ritiremo i bambini dalla scuola»

CARSOLI. In procura c’è un fascicolo corposo per scoprire la provenienza del cattivo odore, ma i dati sull'aria ancora non si conoscono. È, dunque, al vaglio degli inquirenti il caso del cattivo odore rilevato da tempo del nucleo industriale di Carsoli- Oricola. A rivelarlo ieri il primo cittadino di Carsoli, Velia Nazzarro, davanti a decine e decine di cittadini che hanno affollato la sala consiliare del Municipio per sapere la verità sulla puzza che da mesi rende invivibile il territorio. Il sindaco, affiancata dai colleghi di Oricola, Antonio Paraninfi, Pereto, Giacinto Sciò e Rocca di Botte, Fernando Marzolini, nonché dal delegato del Servizio igiene della Asl, Sandro Gizzi, ha spiegato «che c’è un’indagine in corso e che gli inquirenti hanno chiesto di non fare troppo clamore per consentirgli di lavorare tranquillamente. Non volevamo nascondere nulla. Solo pochi minuti fa ho ricevuto dei dati parziali dall’Arta di cui si parla di un innalzamento del livello di toluene solo in uno dei punti di rilievo che si trova nei pressi di una sorgente industriale già nota all’Arta. Non siamo tecnici e non abbiamo avuto il tempo di chiedere delucidazioni su questi dati, lo faremo subito con una nota congiunta perché noi quanto voi vogliamo la verità su questa vicenda». I presenti, anche con toni accesi, hanno chiesto maggiori delucidazioni, vista l’assenza dell'Arta e di una relazione completa, e hanno ricordato che le azioni fatte ora dovevano essere intraprese già un decennio fa. «È importante che tutto ciò ora venga affrontato insieme», ha evidenziato il sindaco di Pereto, «siamo sorpresi di non avere ancora i dati dall’Arta. Ci aspettavamo di avere dei tecnici qui a spiegarci il problema e invece non si è presentato nessuno». È stato Gizzi a illustrare il toluene e i suoi impatti nell’aria chiarendo che «non è cancerogeno» e assicurando ulteriori verifiche da parte della Asl. Nadia Felli, dell’associazione “Attivamente” ha chiesto ai rappresentanti delle istituzioni perché non è stato rintracciato il livello di benzopirene, primo cancerogeno per l’uomo, già presente nel territorio di Carsoli-Oricola, mentre alcune mamme preoccupate hanno annunciato che sono pronte a non mandare più i bambini a scuola se non si conoscerà la verità. Il portavoce dell’associazione “La nuova frontiera”, Giovanni Marcangeli, ha alzato i toni invitando i Comuni ad accorciare i tempi. Mercoledì i sindaci della Piana del Cavaliere sono stati convocati all’Arta per siglare la convenzione e avere una centralina – per la quale i Comuni di Carsoli e Oricola hanno già stanziato 5mila euro – che monitorerà la qualità dell’aria. In quella sede Nazzarro ha assicurato che pretenderà spiegazioni sui dati raccolti.
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