Quando in Abruzzo atterrò l’aereo con gli sci

10 Agosto 2020

L’impresa di Italo Balbo a Pescocostanzo nell’ultimo libro dello storico Del Castello

PESCOCOSTANZO. Atterrò a Pescocostanzo, nel 1930, il primo aereo italiano con gli sci. Questa storia inedita dell’Aviazione italiana è narrata da Ugo Del Castello nella sua recente pubblicazione intitolata “E ancora gli sci - In volo su Pescocostanzo con Italo Balbo”, che racconta le vicende di un piccolo aeroporto in attività nel centro montano abruzzese dal 1927 al 1943. E dove novant’anni fa fu sperimentato il primo aereo italiano con gli sci. La presentazione del libro si terrà a Pescocostanzo domani alle 11 nella sala San Nicola, in piazza del Municipio. Del Castello, scrittore e storico di Roccaraso, noto per le sue ricerche sulla storia sciistica, turistica e di guerra del proprio paese, ha evidenziato e raccolto in alcuni libri lo sviluppo dell’attività sciistica attraverso gli sci da fondo, da salto, da discesa e perfino sotto uno slittone, quello del Monte Zurrone che divenne il primo impianto di risalita degli Altopiani Maggiori d’Abruzzo. Lo scrittore ha condotto una ricerca nell’Ufficio storico dell’Aeronautica Militare italiana, dove la circostanza inizialmente è risultata sconosciuta. Ma fornendo alcuni elementi essenziali in suo possesso ha consentito di far riemergere una cartellina risalente al passato dove sono contenute tutte le informazioni dei cosiddetti “campi di fortuna”, in cui i piloti della riserva aeronautica compivano il loro addestramento. Sono poi emersi articoli di giornale dell’epoca con immagini del campo e dell’aereo, una cartolina e diverse fotografie della cerimonia di intitolazione del campo. Ma a conferire importanza e risonanza al campo di Pescocostanzo fu l’avvenimento che vi si svolse il 2 marzo del 1930, quando il ministro della Regia Aeronautica, Italo Balbo, vi compì insieme ad alcuni ufficiali piloti gli esperimenti del “primo aereo italiano con gli sci”. Nell’estate del 1943 il campo fu intitolato al generale di brigata Stefano Cagna, copilota dello stesso Italo Balbo nelle trasvolate oceaniche. A presentare l’opera storica sarà Francesco Sabatini, presidente emerito dell’Accademia della Crusca, che ha scritto la prefazione della pubblicazione.