«Quando salvò mio fratello Paolo»

Il racconto di Capaldi: incidente sul campo, la corsa disperata verso l’ospedale
L’AQUILA. «Quel giorno che Vincenzo Dionisi salvò la vita a mio fratello Paolo...». Tra le tante testimonianze degli aquilani colpiti dalla morte di mister Vincenzo Dionisi, c’è ne è una particolarmente toccante. È un episodio inedito, quello raccontato dal decano dei giornalisti sportivi aquilani, Dante Capaldi, uno che conosce a menadito il calcio aquilano degli ultimi decenni. «Era molti anni fa, il portiere fece una uscita a valanga e con il ginocchio colpì in testa mio fratello Paolo». La voce di Capaldi si interrompe spesso per respirare con una maggiore frequenza. L’intervistatore non può fare a meno di sincerarsi delle sue condizioni, perché Capaldi ha passato un mese e mezzo in ospedale a causa del Covid e tutto il mondo sportivo lo ha seguito nella sua disavventura, facendo il tifo per lui. «È stata veramente dura», ammette Capaldi, «ma mi sto riprendendo». Tornando all’incidente sul campo di tanti anni fa, «Paolo rimase a terra, svenuto, e nessuno faceva niente. Solo Vincenzo si rese conto del pericolo, mollò tutto, caricò Paolo in macchina e lo portò di corsa in ospedale. Era una cosa grave, tanto che Paolo rimase in coma per una settimana».
Vincenzo e mio fratello Paolo si sono incontrati di nuovo il giorno della presentazione del mio libro sulla storia del calcio aquilano, all’auditorium Sericchi. Vincenzo si avvicinò a Paolo e, sorridendo, gli disse: «Ti ricordi di me?. Vincenzo era una persona straordinaria, dovunque è andato lasciava dietro di sé un profumo di onestà». (r.p.)
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