Quasi 4mila gli ordigni sganciati

12 Febbraio 2023

Che cosa accadde in città durante la guerra: pesantissimi danni e 94 persone uccise

AVEZZANO. «Sotto l’infuriare dei bombardamenti e delle rappresaglie nemiche, che causavano gravissime perdite umane e materiali, conserva intatta la sua fede nella libertà e nei destini della Patria». Recita così la motivazione con la quale, il 31 dicembre 1961, la Repubblica italiana, su richiesta dell’allora sindaco Alcide Lucci, assegnò ad Avezzano la medaglia d’argento al merito civile.
Perché sì, la città che a malapena si era risollevata dopo il devastante terremoto del 13 gennaio 1915, pagò un elevatissimo prezzo alla ferocia della guerra.
Avezzano, stando a fonti ufficiali, subì 85 bombardamenti aerei, effettuati dalle fortezze volanti statunitensi della 12ª e della 15ª Air Force, del 57° Bomb Wing e del 97° e 340° Bomber Group: 1.722 incursori e un totale di 3.884 bombe sganciate (di grosse e medie dimensioni). Queste alcune date e il corrispondente numero di incursioni, tanto per far capire la drammaticità della storia: quattro a novembre 1943, due a dicembre 1943, quattordici a gennaio 1944, tre a marzo 1944, sette ad aprile 1944 e nove a maggio 1944. «Le ultime, quelle del 22 e 23 maggio, sono ancora ricordate dagli anziani con orrore per l’intensità, la reiterazione delle azioni e la vastità dei danni», ricorda lo storico avezzanese Giovanbattista Pitoni.
I morti furono 94 e 504 i feriti. Molte case (il 78%) riportarono notevoli danni e 350 furono completamente rase al suolo; la stazione ferroviaria fu oggetto di ben 15 attacchi aerei e fu, ovviamente, completamente distrutta. Era il principale obiettivo per impedire il rifornimento di armi e munizioni all’Esercito tedesco (un comando era nella vicina Massa d’Albe e a Cassino imperversava la battaglia).
Ad Avezzano l’importo complessivo dei danni ammontò a 784.770.000 milioni, una cifra enorme considerati i tempi. Furono totalmente distrutti una chiesa, tre edifici scolastici, la stazione ferroviaria e due stabilimenti industriali (quindici di essi furono gravemente danneggiati), subirono gravissimi danni sei edifici scolastici e quattro chiese. La città fu completamente evacuata dalla popolazione nel periodo dall’8 dicembre 1943 al 23 gennaio 1944.
«Le poche case rimaste in piedi o comunque abitabili furono occupate o frequentemente visitate dai tedeschi che ne asportarono ogni cosa utile», evidenzia ancora lo storico Pitoni, «la popolazione sopportò sofferenze inenarrabili». (r.rs.)
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