Quattro ciclisti falciati da un’automobile

6 Ottobre 2016

Due di loro sono all’ ospedale. L’incidente causato dall’inversione di marcia eseguita da un uomo alla guida di una Panda

SULMONA. Poteva avere conseguenze molto più gravi l’incidente che ha visto coinvolti quattro ciclisti investiti da un’auto nei pressi della frazione di Bagnaturo. Per fortuna tutto su è risolto con qualche abrasione, piccoli traumi e la lussazioni e di una spalla, per una prognosi di 20 giorni per ciascuno dei due ciclisti rimasti feriti. Subito dopo l’impatto con l’auto, uno dei ciclisti, Rosario Apisa, 37 anni, carabiniere nella stazione di Navelli, è rimasto a lungo privo di sensi tanto che i medici del pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona, dove l’uomo è stato immediatamente trasportato, hanno subito pensato a qualcosa di veramente grave chiedendo l’intervento dell’elisoccorso dal Santo Spirito di Pescara. Poi, con il passare dei minuti, il giovane carabiniere si è ripreso cosicché i medici hanno deciso di annullare il trasferimento in elicottero proseguendo gli accertamenti nell’ospedale di Sulmona. L’altro ciclista rimasto ferito, Marco Gialloreto, sulmonese di 57 anni, ha invece riportato qualche ferita oltre alla lussazione di una spalla. Praticamente indenni gli altri due ciclisti coinvolti, Antonio Di Pietro di Sulmona, marito della campionessa di ciclismo più volte nazionale, Alessandra D’Ettorre e Domenico Camarra di Popoli, che grazie ai loro riflessi e a una buona dose di fortuna, sono riusciti a evitare l’impatto con l’auto. Sull’incidente sta indagando la polizia stradale di Castel di Sangro, che dopo aver eseguito i rilievi del caso e aver ascoltato i diretti interessati e i testimoni, sta provvedendo alla ricostruzione della dinamica che ha portato al ferimento dei due ciclisti. A raccontare l’incidente è proprio uno dei protagonisti. «Abbiamo imboccato il bivio che dalla statale 17 porta a Bagnaturo e dopo il breve tratto in discesa abbiamo affrontato la piccola rotonda», racconta Gialloreto, «all’uscita, io che guidavo la fila, ho visto una Fiat Panda, che fino a quel momento era parcheggiata sulla destra della carreggiata, avviare una manovra di inversione a U invadendo la strada proprio mentre noi stavamo sopraggiungendo. Ho urlato nella speranza che l’uomo, (un anziano del posto) si accorgesse della nostra presenza, ma lui ha continuato la manovra rendendo vano il mio tentativo di evitarlo». Dopo essere andato a sbattere contro la ruota anteriore dell’auto, Gialloreto racconta di essere volato sul cofano della macchina rotolando dall’altra parte. Di Pietro, che lo seguiva, è riuscito a schivare l’auto così come Camarra che chiudeva la fila, mentre Apisa dopo aver tentato di frenare ha perso il controllo della bicicletta sbattendo con la testa contro la vettura

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