Quegli antichi portali da anni dimenticati nel deposito comunale

10 Aprile 2019

Provengono da due chiese distrutte dal terremoto del 1915 Ed è fermo un progetto presentato da tre restauratori

AVEZZANO. Un terremoto rade al suolo le costruzioni, lascia silenzio e morte attorno a sé, ma non può demolire la memoria di un luogo. Chi rimane deve lottare per far riemergere tutto il possibile di un territorio. A volte però pezzi di storia vengono lasciati andare per poi essere dimenticati. È quello che è successo a due splendidi portali che appartengono alle chiese di San Nicola ad Avezzano e San Sebastiano a Paterno, risalenti al 1200 e al 1500, distrutte dal terremoto del 13 gennaio 1915, della cui esistenza però quasi nessuno è a conoscenza perché “nascosti” nei magazzini del palazzo del municipio di Avezzano, non accessibili al pubblico. «Alcuni reperti sono esposti solo dal 2012 qui, nell’Aia dei musei», afferma Flavia De Sanctis, presidente dell’associazione Antiqua che gestisce il polo museale, «mentre l’architrave con decori naturali della scuola marsicana appartenente al portale di San Nicola, trafugato dopo il terremoto, attualmente è esposto al museo del Louvre a Parigi. Non è accettabile che il nostro patrimonio sia nelle mani di altri né tantomeno che quello che c’è non venga valorizzato. Stiamo per allestire a tal proposito, proprio qui, una mostra per denunciare il fatto che troppi pezzi artistici del nostro territorio si trovino sparsi in Italia o in altre nazioni. Ogni luogo ha una propria storia e un patrimonio che andrebbe ad esso restituito». La restauratrice Giada Tonon aggiunge: «Due anni fa io, Simone Albani e Angelo Alessandri abbiamo preparato un progetto di restauro e rimontaggio dei due portali, presentato al Comune di Avezzano; l’obiettivo era quello di ridarli alla luce e al pubblico». Un lavoro simile, che ci auguriamo venga finalmente preso in considerazione, avrebbe maggior senso proprio nel cortile dell’Aia dei Musei, perché arricchirebbe ulteriormente l’unico polo museale di Avezzano, dove oltretutto sono presenti altri resti della chiesa di San Nicola e permetterebbe di ammirare i portali nel loro splendore. Tali reperti sono tracce di una storia che non tutti conoscono e la memoria rappresenta la conoscenza di un passato che ci permette di vivere e interpretare il nostro presente con più consapevolezza: che non muta a seconda delle stagioni, che stimola a fare di più, che insegna la bellezza perché, a distanza di anni, è ancora lì in piedi. Tutto quello che intanto possiamo fare è tener viva la memoria di questa storia: basterà?
Alessandro Pascucci
Federica Iacobacci
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