«Quei 200 alberi vanno salvati» Nasce il Comitato ambientalista

17 Luglio 2022

La portavoce Rosa lancia un appello a Marsilio: «Uno scempio ambientale che va subito fermato Le piante sorgono su una strada già utilizzata per la transumanza, hanno valore storico e culturale»

COLLEPIETRO. «Il taglio dei circa 200 alberi sulla statale 17 lungo la piana di Navelli non è necessario». A sostenerlo è il Comitato “Salviamo gli alberi della piana”. L’intervento messo in programma dalla Provincia, presieduta da Angelo Caruso, prevede l’abbattimento di noci, mandorli, olmi, ippocastani e altri alberi, «alcuni con aspetto monumentale di oltre 80-90 anni che costeggiano la strada rendendola uno dei tratti più caratteristici e belli dell’intero tracciato».
«Questo scempio ambientale non deve essere perpetrato», sottolinea la portavoce del Comitato, Nada Rosa, «e ricordiamo alla Provincia che i Comuni, competenti per territorio, dovrebbero avere un peso determinante nella scelta ed è necessario che la Soprintendenza intervenga nell’apporre il vincolo paesaggistico. Inoltre, rivolgiamo un accorato appello al presidente della Regione, Marco Marsilio, al mondo della politica e a tutti coloro che hanno a cuore un tratto dal forte valore ambientale, storico, culturale e turistico dato che quegli alberi sorgono su un tratto stradale in precedenza utilizzato per la transumanza».
Il Comitato, che di recente ha aperto anche una pagina Facebook che nel giro di poco tempo ha superato i 300 iscritti, ricorda che il patrimonio forestale della zona è già stato duramente colpito dall’incendio del 2007.
«Anche per questi motivi» si legge in una nota «non vogliamo rinunciare a un albero che sia uno solo se non effettivamente necessario. Tuttavia, se questa iniziativa è invece finalizzata alla sicurezza stradale, si consiglia vivamente l’utilizzo del guard rail. Date le temperature sempre più alte degli ultimi anni, e le scarse piogge, si dovrebbe semmai procedere a piantumazioni e non alla deforestazione».
A dare sostegno al Comitato una controperizia, inviata alla Regione dalle associazioni Codacons, Wwf, Italia Nostra, Lipu, Fiab Pescarabici, Mountain Wilderness e Altura, dalla quale risulta che «la quasi totalità delle piante non costituisce un pericolo per l’incolumità pubblica essendo alberi rigogliosi e senza la presenza di patogeni che possano minare la loro stabilità» e che «la maggior parte degli alberi di noci e ippocastani non rischia di cadere in condizioni ordinarie, per cui non si rilevano validi e oggettivi motivi che inducono al loro abbattimento, ad eccezione di alcuni esemplari per i quali dovrebbe essere valutata l’opportunità di mantenerli o di abbatterli». (g.p.)
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