«Quei cancelli inutili e pericolosi»
Laurenti: installati dieci anni fa per i cantieri, non sono stati rimossi
L’AQUILA. Ancora segnalazioni di disservizi e proteste dal quartiere Banca d’Italia. In particolare, da via dei Marrucini, che confina con viale Duca degli Abruzzi.
«Alcuni giorni avete pubblicato una foto, con breve didascalia, che mostrava lo stato precario della via in oggetto», scrive Luca Laurenti, uno dei residenti, «provocato dalla invasione di vegetazione proveniente dall’area verde della scuola Giovanni XXIII, sita sul soprastante viale Duca degli Abruzzi, scuola abbandonata da dieci anni. Ora vorrei segnalarvi che sulla stessa via dal 2010 sono presenti due enormi cancelli metallici di colore verde, che furono installati in occasione dei lavori di ristrutturazione del quartiere Banca d’Italia. I cancelli allora avevano la funzione di impedire l’ingresso ai non addetti ai lavori e quindi chiudevano l’area in cui si svolgevano le opere. Da quel dì, terminati i lavori, nessuno si è preoccupato di rimuovere questi inutili manufatti, che ostacolano il passaggio dei pedoni e che sono anche pericolosi per il traffico locale. Ho segnalato da diverso tempo questa anomalia alla società Sidief, che attualmente gestisce il quartiere per conto della Banca d’Italia. Mi è stato risposto: “Egregio signor Laurenti, pur riscontrando tardivamente alla sua segnalazione del 31 maggio u.s., desideriamo informarla che siamo consapevoli della presenza dei due cancelli su via dei Marrucini e che sono in corso delle verifiche relative ai permessi necessari ad attivare un intervento di rimozione”. Semplicemente ridicolo», sostiene Laurenti, «perché la Sidief, invece di affrettare un lavoro che si sarebbe dovuto eseguire con sollecitudine dieci anni fa, frappone la necessità di ottenere fantomatici permessi solo per perdere tempo. Ma questa situazione, a mio avviso, è imputabile anche e soprattutto al Comune dell’Aquila, che ha sempre abbandonato il quartiere Banca d’Italia, e si ricorda di esso solo per cambiare la destinazione d’uso delle strade, da sempre “private”, che vengono definite ora “private ad uso pubblico”, con motivazioni che sfiorano il ridicolo».
In sostanza, i residenti del quartiere Banca d’Italia, alle prese giornalmente con molti problemi, a cominciare da alcune palazzine non ancora ricostruite dopo il sisma, chiedono la rimozione dei due inutili cancelli.(v.p.)
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