Quei falsi disabili che evitavano il bollo auto

2 Febbraio 2017

Ma c’è anche il precedente dei sei sanitari e dei quattro pazienti sotto processo e scagionati

AVEZZANO. Nella Marsica, negli ultimi mesi, il fenomeno dei falsi invalidi sembra aver avuto un’impennata non indifferente. Almeno per quanto riguarda i casi venuti alla luce grazie alle indagini delle forze dell’ordine. Cinque mesi fa le Fiamme gialle di Avezzano hanno scoperto due falsi invalidi che sono stati pedinati e fotografati.

Le indagini sono state eseguite anche attraverso una complessa analisi della documentazione sanitaria che attestava gravi patologie da cui erano affetti i due avezzanesi. Con questo inganno erano riusciti a ottenere già 90mila euro. Grazie a dei pedinamenti e alle riprese fotografiche era emerso che, a dispetto delle certificazioni mediche che parlavano di invalidità al 100 per cento, i due marsicani non risultavano in realtà affetti da alcun problema fisico tale da comprometterne e ridurne le capacità cognitive, di orientamento spazio-temporale e di movimento.

Uno degli accusati usufruiva anche di alcune agevolazioni economiche che spettavano agli invalidi totali, quali ad esempio l’Iva ridotta al 4 per cento per l’acquisto di macchine e moto, l’esenzione dal pagamento del bollo auto e così via.

Alla luce della netta differenza tra la certificazione sanitaria e l’effettivo stato di salute di queste persone, i falsi invalidi sono accusati dalla procura della Repubblica di Avezzano di truffa aggravata ai danni dello Stato.

Ci sono però casi di falsi invalidi che, alla fine, sono riusciti a dimostrare, dopo le accuse, che erano veramente malati. È il caso di un gruppo di pazienti marsicani che era finito sotto processo insieme ai propri medici di famiglia, accusati di aver diagnosticato malattie inesistenti. Le indagini avevano riguardato ben sei medici e quattro presunti falsi invalidi, tutti accusati di falso e truffa in concorso e favoreggiamento. Secondo l’accusa, fingevano la demenza per ottenere la pensione con certificati di medici compiacenti. Secondo quanto era emerso dalle indagini, i certificati non corrispondevano alla realtà, tanto che all’esame neurologico gli anziani pazienti erano vigili e coscienti. Alla fine, invece, durante il processo, è stato dimostrato che era tutto in regola e le patologie erano reali. (p.g.)

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