Quei gialli nel Fucino: è il terzo in due anni

Dal caso Collinzio D’Orazio alla morte del 35enne Valletta avvenuta in circostanze ancora da chiarire
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Tre gialli nel Fucino in due anni. Tre persone scomparse, per due delle quali l’epilogo è stato tragico. Collinzio D’Orazio, 51 anni, disabile di San Benedetto dei Marsi, è stato ritrovato senza vita in un canale, dopo 23 giorni di ricerche. Per la sua morte Fabio Sante Mostacci e Mirko Caniglia, entrambi di 28 anni e residenti in paese, sono indagati con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Sono accusati di avere gettato D’Orazio nel fiume Giovenco. Era il primo febbraio del 2019 quando si perde ogni traccia della vittima. La sera della scomparsa D’Orazio sarebbe stato al bar del paese e avrebbe bevuto alcolici. Poi le sue tracce diventano vaghe, fino a quando i due indagati, secondo il loro racconto, lo avrebbero trovato per strada ubriaco decidendo così di riaccompagnarlo a casa. Avrebbero però sbagliato abitazione, suonando al citofono di un avvocato del paese che ha raccontato di aver visto uno dei due che strattonava D’Orazio per farlo uscire dall’auto, ma lui non voleva. Poi sono ripartiti dirigendosi in una strada più isolata, dove sarebbe stato lasciato il 51enne. È il punto in cui si perdono le tracce della vittima. Anche i cani molecolari si sono fermati lì.
Resta avvolta da un alone di mistero anche la morte di Cesidio Valletta, il 35enne di Lecce nei Marsi ritrovato senza vita anche lui un canale del Fucino dopo quattro giorni di ricerche.
Sul registro degli indagati, con l’accusa di omicidio stradale, è finito il compaesano Biagio Paraninfi, 38 anni, proprietario della Nissan Almera a bordo della quale i due viaggiavano la sera del 18 maggio 2020, prima di restare coinvolti in un incidente stradale lungo Strada 26. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il tecnico di radiologia si era allontanato volontariamente da casa dopo un diverbio con i familiari. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato a circa 300 metri dal luogo in cui l’auto sarebbe uscita fuori strada. Subito dopo l’incidente risulterebbero alcune telefonate della vittima verso la madre e il padre. Valletta chiamò un paio di volte Paraninfi, prima di scrivergli su whatsapp: «Ho freddo, vienimi a prendere». Sono le 10.40 e quella sarà l’ultima attività riscontrata sul telefono del 35enne. (f.d.m.)

