«Quei picchiatori socialmente pericolosi»

Le motivazioni del giudice che ha mandato in carcere Di Rocco e Spinelli per l’aggressione a un giovane di Introdacqua
SULMONA. L’avere agito in almeno quattro persone, senza alcun motivo, contro un unico soggetto, procurandogli gravi conseguenze, dimostrano l’elevata pericolosità sociale di entrambi gli indagati.
È l’incipit delle motivazioni contenute nell’ordinanza di custodia cautelare, che ha mandato in carcere i sulmonese, di origine rom, Massimo Di Rocco e Luigino Spinelli, accusati di avere picchiato selvaggiamente (insieme a un minorenne, anche lui in regime di permanenza in casa, e ad altre persone) un giovane di Introdacqua, provocandogli lesioni gravissime.
Soggetti che insieme agli altri indagati, sottoposti a provvedimenti restrittivi, vanno tenuti sotto stretto controllo per l’indole violenta e per la possibilità di reiterazione del reato.
«Entrambi gli indagati, come evidenziato dal Pubblico ministero», scrive nell’ordinanza il giudice Marco Billi, «risultano gravati da precedenti giudiziari e, in particolare, risultano già sottoposti nel 2015, alla misura cautelare degli arresti domiciliari, per fatti analoghi a quelli per i quali si sta indagando».
«Appare evidente, in relazione alla gravità del fatto, alle modalità concrete di realizzazione della condotta, alla futilità dei motivi, all’avere agito in gruppo e in orario notturno, alla personalità di ciascuno degli indagati, la sussistenza di un pericolo di reiterazione del reato del tutto attuale e concreto, oltre che indubbiamente elevato».
Analoghe motivazioni sono contenute nell’ordinanza cautelare emessa dal gip, Marco Billi, nei confronti di Pierluigi Porziella, protagonista dell’aggressione che ha gravemente menomato la vista di un giovane di Sulmona, che in seguito a una bottigliata in faccia, sferrata da Porziella, ha perso 8 decimi a un occhio. «Le esigenze cautelari sono dettate dall’elevata pericolosità sociale dell’indagato», scrive il giudice, «il quale risulta totalmente privo di freni inibitori e incapace di contenere i propri comportamenti». Ieri, Porziella, è stato ascoltato dal giudice nell’interrogatorio di garanzia. Poche parole, con cui ha cercato di spiegare le modalità con le quali si sarebbe sviluppata la vicenda e di essersi solo difeso da una situazione che stava mettendo a rischio la sua incolumità. Alla fine dell’interrogatorio il giudice Billi si è riservato la decisione, che farà conoscere tra martedì e mercoledì.
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