Quell’alloggio occupato diventato caso nazionale
AVEZZANO. Attorno alla palazzina di via Mattarella si era creato un caso nazionale, sollevato dopo l’occupazione abusiva di un appartamento. Una famiglia italiana, lui di Capistrello e lei...
AVEZZANO. Attorno alla palazzina di via Mattarella si era creato un caso nazionale, sollevato dopo l’occupazione abusiva di un appartamento.
Una famiglia italiana, lui di Capistrello e lei marocchina, con due figli a carico, si era ritrovata a metà marzo la porta di casa smurata da nuovi inquilini. La giovane nuova occupante, 24enne di Avezzano, madre di una bambina di sei mesi, aveva rivendicato la sua italianità contestando l’epiteto di rom che gli era stato attribuito. Attorno a lei si era stretta tutta la sua famiglia, residente nella stessa palazzina della zona nord di Avezzano.
«Siamo italiani e avezzanesi oramai da sette generazioni», avevano sostenuto, «però tutti scrivono o dicono che siamo ancora rom. Anzi, la nostra famiglia è italiana più di quella che aveva la casa assegnata e che tutti difendono».
La vicenda aveva spaccato l’opinione pubblica e scatenato anche le reazioni dei leader politici nazionali.
Sul posto erano arrivati i militanti di Forza Nuova e subito dopo il leader della Lega nord, Matteo Salvini.
E non erano mancati momenti di tensione.
La vicenda era culminata con un blitz delle forze dell’ordine che avevano liberato e sigillato l’appartamento in attesa di un provvedimento dell’Ater, ente proprietario dell’immobile popolare. (p.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

