Quell’antica battaglia orgoglio degli aquilani
Il 2 giugno del 1424 Braccio da Montone fu sconfitto in uno scontro nella piana di Bazzano
I nomi delle strade, delle piazze di una città nascondono vicende che hanno influenzato, sia direttamente che indirettamente, la storia della sua comunità.
Uno di questi “percorsi urbani” , qui all’Aquila, è via delle Bone Novelle, nel cui ingresso troneggia un enorme murales che occupa gran parte della parete di un palazzo. Nel dipinto è raffigurato un avvoltoio che guarda minaccioso “un’aquila ferita” aggrovigliata sulle sue rovine, circondata da indaffarati omini intenti a porgergli il necessario aiuto. Proprio lì vicino, in una dimenticata Porta Roiana, circa sei secoli fa, si consumava l’epilogo di una vicenda che ebbe come protagonisti il soldato di ventura Braccio da Montone e gli Aquilani. La città, arroccata dentro le sue mura urbiche, sotto la guida militare di Antonuccio Camponeschi e quella spirituale del vescovo roiano Giacomo Donadei, difese strenuamente la libertà e i privilegi acquisiti nella sua allora ancora breve storia, che già la presentava al mondo come la “magnifica citade”. Il motivo che portò Braccio e suoi mercenari a porre l’assedio ad Aquila si inserisce in un contesto più ampio che ebbe come sfondo la lotta di potere tra gli angioini e gli aragonesi. Lotta che, in virtù di alterne vicende, vide prima il comandante umbro porsi al fianco della regina Giovanna II, la quale, diseredando l’irriconoscente Alfonso V d’Aragona, si alleò con Luigi III d’Angiò e il papa Martino IV. Braccio, rimasto fedele all’Aragonese, si presentò alle porte della città reclamandone il governo. Il magistrato, per nulla intimorito dalla presenza di un esercito composto da centinaia di cavalieri e fanti, gli negò l’accesso. Era il mese di maggio. Correva l’anno 1423. Non dimentichiamo che allora Aquila era uno dei capisaldi del Regno di Napoli, e la sua conquista avrebbe assunto un significato di grande spessore sia dal punto di vista strategico che politico. Dopo vari e infruttuosi tentativi d’assedio, il già famoso soldato di ventura pose il campo a Monteluco, limitandosi a osservare le truppe aquilane concentrate nei pressi di Porta Lavarete e, come ci riferisce il Ciminiello, “senza aver nessun guadagno”. Nulla ottenendo, ripiegò con le sue armate nel contado, conquistando e depredando i castelli del circondario. Nel corso delle numerose scorrerie, insieme a suoi mercenari, si rese artefice di atti inqualificabili che raggiunsero il culmine nello scempio perpetrato ai danni delle donne di Barisciano, le quali, fatte prigioniere, furono trascinate sotto le mura cittadine e mostrate nude come segno di disprezzo. Tale deprecabile avvenimento non fece altro che trasmettere forza e ostinazione agli Aquilani, sempre spronati dalle arringhe del Camponeschi, il quale non ammetteva cedimenti di sorta ed era pronto a punire chiunque avesse disatteso ai compiti assegnatigli, mettendo in tal guisa a repentaglio l’incolumità degli Aquilani. Fu inflessibile persino con le donne dei traditori che, scacciate dagli accampamenti di Fortebraccio, fu loro negato il rientro in città. Dopo inutili tentativi di conquista, l’assedio trovò il suo epilogo nella battaglia di Bazzano, il 2 giugno 1424. Agli insorti, comandati dal Camponeschi, vennero in aiuto le armate guidate da Giacomo Caldora al quale si unirono altri capitani (Francesco Sforza, Micheletto Attendolo) e i soldati dell’esercito pontificio. La notizia della vittoria fu annunciata agli Aquilani tramite informatori che attraversarono Porta Roiana. Esultando, guadagnarono il centro della città imboccando la strada che sarà poi chiamata “Via delle Bone Novelle”. L’epilogo di questa vicenda bellica, oltre a mettere in risalto la caparbietà e la tenacia dei cittadini, fece entrare Aquila nel secolo d’oro, il Quattrocento, i cui benefici culturali, artisti ed economici, allora acquisiti, sono ben visibili ancora oggi, e la ristrutturata chiesa di San Bernardino ne è uno degli esempi più fulgidi.
*cultore di storia locale
OGGI RIEVOCAZIONE.
L'Evento "2 Giugno 1424 - la Battaglia di Bazzano" quest'anno prenderà il via da un luogo insolito. Oggi alle ore 16 un Corteo di Milizie Armate e Cittadini partirà da uno dei punti storici più rilevanti della città, la Chiesa di Santa Maria Paganica, percorrerà via Garibaldi, Corso Vittorio Emanuele, Piazza Battaglione degli Alpini per arrivare su Viale delle Medaglie d'Oro ed aprire ufficialmente il Campo Medievale. Stasera e domani Donika presenterà uno spettacolo di giocoleria col fuoco e bellydance, mentre nella serata del primo giugno il gruppo Rota Temporis presenterà uno spettacolo di musica medievale.
L’evento centrale della manifestazione sarà la rievocazione e rappresentazione in scala della battaglia nella mattina del 2 giugno e la successiva rievocazione dell'arrivo del Nunzio delle Bone Novelle.
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