«Quella scuola non è sicura»

Pizzoli, allarme della preside Di Stefano: «Un azzardo rientrare lunedì»
PIZZOLI. «La scuola di Pizzoli non è sicura. Tornare sui banchi lunedì mi sembra prematuro». A lanciare l’allarme è la preside dell’istituto che ospita primaria e secondaria di primo grado, Elisabetta Di Stefano. «Abbiamo una situazione difficile dal 24 agosto» spiega. «Da quest’anno dirigo le scuole di Cagnano, Barete, Pizzoli, Montereale e Capitignano. Queste ultime due fanno parte del cratere di Amatrice, mentre le altre no, ma hanno comunque risentito di quel terremoto. Adesso il sisma si è spostato e il problema sono gli edifici in muratura come quello di Pizzoli». La scuola, stando agli ultimi sopralluoghi, ha un’elevata vulnerabilità sismica. «Dobbiamo fare altre verifiche» continua Di Stefano, «ma al di là dell’esito di queste, a mio avviso non è una scuola sicura, a maggior ragione in questo momento». A Montereale i bambini sono invece in un Musp, che con ogni probabilità sarà riaperto lunedì. «Dal punto di vista della sicurezza siamo più tranquilli» spiega la preside. «Anche a Barete la scuola dell’infanzia è in una struttura antisismica costruita dopo 2009. Il sindaco però ha prorogato la chiusura e ha emesso un’ordinanza di sgombero di tutti gli immobili. A Cagnano c’è un edificio in muratura, migliorato dopo il 2009. È agibile, ma ha delle debolezze. Per abbassare il livello di vulnerabilità bisognerebbe fare lavori costosi. In ogni caso attendiamo i sopralluoghi». Riaprire queste scuole già da lunedì potrebbe essere un rischio per la preside. «A Pizzoli», dice, «ci sarà un sopralluogo domani, a cui parteciperò insieme al sindaco. Lui è il proprietario della scuola e deve assumersi la responsabilità di eventuali chiusure, prendendo decisioni sulla base di un esame di realtà. Personalmente ho responsabilità gestionali, ma non posso dire di sentirmi sicura con il terremoto in atto, sulla base di quello che dicono gli esperti e sulla base degli esiti delle verifiche sulla scuola. Siamo stati fortunati per il fatto che il sisma sia avvenuto in un giorno di chiusura: gestire tanti bambini in quella situazione non è facile».
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