Quella visita di Berlusconi a gennaio

19 Novembre 2019

L’ex premier aveva scelto Sant’Antonio per verificare le condizioni di vivibilità 

L’AQUILA. Poco dopo l’ora di pranzo, di una giornata anonima di fine gennaio, a margine dell'incontro a sostegno della candidatura di Marco Marsilio, l'ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, era voluto tornare in uno degli insediamenti post-sisma e aveva scelto proprio il Progetto Case di Sant'Antonio. Una berve visita alla famiglia di Pino Ussorio, ex capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale (ma ora non più impegnato in politica) e cognato dell’ex sindaco Massimo Cialente. Un sopralluogo per sincerarsi dello stato di manutenzione dei 4.500 alloggi che, a pieno regime, dopo il sisma del 2009, ospitarono circa 20 mila sfollati. «Ho dentro di me un ricordo che non finirà mai di quei giorni del terremoto», le parole dell'ex premier che ha voluto affacciarsi da un balcone della struttura: «Se i balconi sono crollati perché è mancato il controllo sulle ditte esecutrici», aveva ipotizzato parlando ai sostenitori e agli amici di partito. «Però, se ne sono crollati solo pochi è perché ci hanno messo dei pesi superiori a quelli che può sopportare un normale balcone. Queste case sono state seguite anche personalmente da me, da Guido Bertolaso, sono costruite molto bene, sono sicure non soltanto per forti scosse di terremoto, ma sono sicure per se stesse, dureranno negli anni. E poi», aveva concluso, «qui la gente che ci abita la vedo felice». (fab.i.)
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