Quelle buche costano care al Comune: condannato a pagare

Sei risarcimenti del danno approvati solo nell’ultima giunta Vittoria degli automobilisti dal giudice, conto di 16mila euro
AVEZZANO. Le strade colabrodo rischiano di “dissanguare” le casse del Comune, diventato una sorta di bancomat del rimborso per risarcire gli automobilisti finiti con le loro vetture nelle pericolose buche presenti in città e, ancor più, nelle vie periferiche. Ben sei, in un colpo solo, le delibere adottate dalla giunta De Angelis per far fronte alle sentenze emesse dal giudice di pace di Avezzano che ha condannato l’Ente a pagare le spese di risarcimento dei danni, più gli interessi, gli onorari degli avvocati e un surplus per eventuali lievitazioni in corso d’opera.
Globalmente, nella seduta del 27 febbraio, la giunta comunale ha deliberato pagamenti per 16mila 200 euro da iscriversi nel capitolo dei debiti fuori bilancio, in gran parte per le parcelle degli avvocati, alcuni dei veri e propri specialisti nel settore dei risarcimento danni per conto terzi.
Un esempio concreto? M.S., un automobilista che il 4 marzo 2016 denuncia di avere subìto danni alla propria auto mentre percorreva via Sant’Andrea in direzione Caruscino, tramite legale, avvia un contenzioso contro il Comune e chiede un risarcimento danni. Il giudice di pace accoglie la richiesta e condanna l’Ente a risarcire l’automobilista della somma richiesta, 440 euro più Iva, con l’aggiunta di interessi legali e rivalutazione dal giorno del sinistro al saldo, per un totale di 545,30 euro. Ma la spesa per il Comune, ovviamente, non finisce qui, poiché al rimborso per il danneggiato vanno sommati le spese di giudizio, ovvero 330 euro più il 15% di rimborso forfettario, più il 4% di contributi previdenziali, più 43 euro di contributo unificato, per un totale di 524,51 euro. Conto ancora parziale, poiché quello finale contempla pure un importo aggiuntivo indicato in via presuntiva ed eventuale in euro 630,19 «destinato a fronteggiare eventuali aggravi di spesa suscettibili di verificarsi in caso di iniziative in executivis della controparte nel lasso di tempo che trascorrerà fino all’effettiva liquidazione delle somme” stabilite dalla sentenza del giudice. Per l’Ente solo l’ultimo salasso in ordine di tempo.
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