Quello strano andirivieni di dirigenti, ma il cerino resta nelle mani di Adriani

23 Marzo 2018

Quello strano andirivieni di dirigenti. Tra l’ex del settore, Fabrizio Giannangeli (nella foto), e l’attuale titolare (da poche settimane), Tiziano Amorosi – che ha comunque firmato i pareri tecnici...

Quello strano andirivieni di dirigenti. Tra l’ex del settore, Fabrizio Giannangeli (nella foto), e l’attuale titolare (da poche settimane), Tiziano Amorosi – che ha comunque firmato i pareri tecnici sui Piani finanziari – nel consiglio comunale di ieri, sezione pomeridiana, il cerino acceso è rimasto in mano al responsabile (e non direttore) del servizio amministrativo dell’Asm, Valerio Adriani. Che alle incalzanti domande dei consiglieri Angelo Mancini (L’Aquila Sicurezza Lavoro), Giustino Masciocco (Articolo 1), Americo Di Benedetto (Pd) ed Elia Serpetti (Il Passo Possibile) sulla raccolta differenziata ferma al 34% e sul perché grandi utenti come ospedale e centri commerciali (non tutti naturalmente) non facciano la differenziata, e sulle incongruenze dei numeri del Piano finanziario, finalizzato soltanto a far quadrare i conti intorno alla cifra di 14,5 milioni (il costo del servizio) ha pronunciato una difesa con parole incomprensibili, senza fornire una risposta reale e concreta. Con i due dirigenti del settore Finanze, l’attuale e l’ex, che si sono defilati. Una delle incongruenze fa riferimento ai dati discordanti sullo stesso anno preso in considerazione dall’Asm, il 2016, per stilare il Piano finanziario presentato il 6 febbraio (con quattro mesi di ritardo, visto che doveva presentarlo al Comune due mesi prima della scadenza del 31 dicembre – non si sapeva ancora della proroga al 31 marzo per l’approvazione del bilancio – cioè a ottobre. Sempre con riferimento ai dati del 2016, nel bilancio la raccolta differenziata viene indicata al 35%, nel Piano finanziario al 34,08%. La giustificazione (scritta a margine del Piano finanziario) dell’Asm sul secondo dato, sempre riferito al 2016, è di avere utilizzato il «metodo normalizzato della Regione». Se il riferimento fatto dall’Asm è quello giusto, la Regione ha revocato quel metodo nel 2008, introducendo il «metodo standard di certificazione regionale». Giancarlo Della pelle (Forza Italia), ha provato a portare la discussione su due piani: uno amministrativo, l’altro politico. Ma con poco successo. Sul Piano finanziario dell’Asm, saranno scritti comunque altri capitoli. Un fatto è certo: l’amministrazione – e non solo – probabilmente aspetta i risultati elettorali della Regione, sulla strada da prendere per le società partecipate al 100%. Non è da escludere una riduzione, come propone da tempo Raffaele Daniele (Udc). (v.p.)