Quindici chili di droga nel garage: in cinque ora rischiano il processo

29 Giugno 2023

Maxi-sequestro del 2019, fissata l’udienza preliminare per l’ex latitante Le Donne e gli altri imputati La sostanza stupefacente fu ritrovata in un locale di proprietà del dipendente comunale Di Pietro

SULMONA. Approda davanti al giudice per le udienze preliminari l’inchiesta meglio conosciuta come “droga nel garage” che vede coinvolte cinque persone, quattro di Sulmona e una di Roma. A conclusione delle indagini, la Procura di Sulmona ha infatti chiesto il processo per il dipendente comunale Armando Di Pietro (nel suo garage la Guardia di finanza fece irruzione recuperando 1 chilo e mezzo di cocaina, 14 chili di hascisc e 15 grammi di marijuana), per due giovani di Sulmona, Guido Petrarca, 29 anni e Daniela Marinilli, 39 anni; Adriano Esposito di Roma e Massimiliano Le Donne, 39enne di Sulmona, latitante per quasi tre anni e arrestato lo scorso mese di settembre a Marbella in Spagna. Quest’ultimo è considerato dagli inquirenti la mente dell’organizzazione dedita allo spaccio.
Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Sulmona, Alessandra De Marco, ha quindi fissato l’udienza preliminare per il 14 settembre. In quella data si saprà se i cinque andranno o no sotto processo, a meno che gli imputati non scelgano riti alternativi. I fatti risalgono al 2 ottobre 2019 quando, in un garage del viale della stazione di proprietà di Armando Di Pietro, furono scaricati, come detto, un chilo e mezzo di cocaina, 14 kg di hashish, 15 grammi di marijuana. Quattro delle cinque persone furono arrestate in flagranza di reato, mentre Le Donne riuscì a farla franca e a far perdere le sue tracce per quasi tre anni. Il giovane è considerato dagli inquirenti la mente dell’intera operazione. Era lui che comunicava con quella che all’epoca era una coppia di fidanzati. Secondo il sostituto procuratore Stefano Iafolla, titolare dell’inchiesta, Le Donne era il braccio operativo: per portare avanti l’attività di spaccio, avrebbe ingaggiato di volta in volta giovani “collaboratori” ai quali affidava ingenti quantitativi di sostanza stupefacente da custodire nei loro luoghi di pertinenza per poi consegnare quotidianamente ai vari assuntori in città e nel comprensorio. Ma si affidava anche a insospettabili consumatori di stupefacenti, tanto da individuare nel garage il luogo di consegna dell’ultimo ingente quantitativo di droga. Le Donne comunicava tramite schede telefoniche che venivano utilizzate una sola volta e poi gettate via. Un piano strategico che non è sfuggito ai finanzieri di Sulmona, i quali, tramite intercettazioni telefoniche e continui pedinamenti, sono riusciti a smantellare l’organizzazione dedita allo spaccio in città e nel comprensorio peligno. La parola ora passa al giudice per le indagini preliminari De Marco, che dovrà valutare se le accuse a carico dei cinque sono solide per essere sostenute in un processo. Mentre i difensori dei cinque imputati stanno valutando se affidarsi ai riti alternativi. Tutti particolari che si conosceranno nel corso dell’udienza preliminare fissata per il 14 settembre.
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