Radiocollare all’orsa del Genzana

29 Ottobre 2019

Si chiama Barbara ed è stata attentamente monitorata e catturata nella Riserva

PETTORANO SUL GIZIO. Dovrebbe essere lei, l’orsa che è stata più volte vista aggirarsi nei pollai tra Valle Larga e Sulmona alla ricerca di cibo da mangiare e accumulare per trascorrere in tranquillità la lunga stagione invernale. Si chiama Barbara ed è stata catturata e radiocollarata nei giorni scorsi nella Riserva naturale regionale di Monte Genzana, dopo un attento monitoraggio che ne aveva rilevato la presenza nei boschi sopra Pettorano sul Gizio, confermando la grandissima importanza di quest’area per la popolazione di orso bruno marsicano insieme a quella del Parco Nazionale della Maiella, ad oggi, le principali aree di espansione dall’areale storico del Pnalm.
«Barbara è una femmina di 5 anni, pesa circa 120 chili», fanno sapere dal Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. «Da oggi, grazie ai dati raccolti dal radiocollare potrà aiutarci ad acquisire informazioni importanti anche sul processo di espansione della popolazione all’interno del suo areale potenziale e dove, in definitiva, si gioca la partita della conservazione di questa specie. Dati concreti, acquisiti dai tecnici delle tre aree protette in grado di mostrare spostamenti, abitudini, e anche le criticità che l’orsa incontrerà sul suo cammino prima di iniziare il letargo invernale, così come al suo risveglio fino al periodo riproduttivo primaverile, che potrebbe segnare l’avvio di una nuova fase e, magari, la nascita di cuccioli». Le scorribande di Barbara insieme ad altri orsi nella zona di Valle Larga, avevano portato i residenti a chiedere provvedimenti ai vertici del Pnalm, tra cui quello dell’allontanamento del plantigrado dai boschi della Riserva del Genzana. Provvedimento che il Pnalm non è minimamente intenzionato ad assumere.
Anzi dalla sede di Pescasseroli si dicono soddisfatti di aver messo su con la Riserva del Genzana e con il Parco della Maiella, «un sistema di supporto duraturo che mira a consolidare le condizioni migliori possibili per la sopravvivenza dell’orso in un areale che, finalmente, sembra essere in graduale espansione».
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