Radiologia a singhiozzo, macchinario rotto

Disservizi nel reparto dell’ospedale. Il Tribunale del malato: nessun avviso e viaggi a vuoto dei pazienti
SULMONA. Reparto di Radiologia in stand by da giorni all’ospedale di Sulmona perché è fuori uso il macchinario per le radiografie. Pazienti dell’Annunziata, e soprattutto utenti esterni, sono arrivati in reparto senza essere avvertiti e si sono dovuti accontentare di un foglio sulla porta chiusa o delle giustificazioni del personale.
«Potevano almeno avvertirci», protestano alcuni pazienti, «senza farci venire inutilmente qui. Avevamo prenotato tempo fa e ora dobbiamo rifare tutto daccapo».
In tanti sono andati a protestare alla sede del Tribunale per i diritti del malato, chiedendo spiegazioni. Le proteste sono state raccolte dal responsabile regionale del Tdm, Edoardo Facchini, e dall’avvocato Catia Puglielli.
«Purtroppo continua a essere un’abitudine di questo ospedale non avvertire i pazienti, anche quando i macchinari si rompono», riferiscono Facchini e Puglielli, «la rottura dei macchinari può capitare, ma almeno potrebbero avvertire per evitare viaggi a vuoto. Lo diciamo da sempre, ma nessuno sembra darci ascolto».
Oltre al problema dei raggi, si registra in ospedale anche quello della Tac, col vecchio macchinario che funziona a singhiozzo e quello nuovo, acquistato ormai quasi due anni fa, mai montata per carenze di spazi idonei. L’Asl sta aspettando che venga ultimata la costruzione dell’ospedale nuovo per allestire il nuovo macchinario. «Nel frattempo il costoso apparecchio continua a stare in un magazzino col rischio che diventi obsoleto prima che venga allestito», aggiunge Facchini. «Certo, quello che per noi conta è che i lavori sul nuovo ospedale procedano spediti». Il riferimento è alla delibera del 29 dicembre scorso del manager dell’Asl Rinaldo Tordera, con cui si dà mandato di avviare i lavori sul secondo lotto della struttura, in contemporanea con il primo lotto. «Ci sembra una buona notizia», ricorda Facchini, «visto che le nostre sollecitazioni sono state prese in considerazione. Se le cose stanno così, entro un anno e mezzo dovremmo avere una nuova struttura».
In base all’ultimo cronoprogramma, a settembre 2017 dovrebbero essere ultimati il primo e il secondo lotto.
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