Raduni no vax, due denunce e 11 multe

25 Febbraio 2022

Nei guai gli organizzatori della manifestazione in piazza. Sanzioni da 400 euro ai clienti della pizzeria senza Green pass

SULMONA. Denunce e multe a raffica per i no Gran pass che si erano riuniti in una pizzeria, che doveva essere chiusa per riposo settimanale, e per la manifestazione non autorizzata che si è svolta il 19 febbraio scorso (una conferenza in piazza XX Settembre e un sit in a piazza Garibaldi). In particolare, l’attività svolta dalla Digos e dal personale del commissariato di polizia di Sulmona, e i video registrati dalla Scientifica, hanno consentito di denunciare all’autorità giudiziaria, per violazione dell’articolo 18 del Testo unico sulle leggi di pubblica sicurezza, per non aver ottemperato al diniego espresso dal questore di riunirsi in piazza, il leader dimissionario del movimento No Green pass, N.L., di Pescara, e la portavoce del gruppo peligno, R.T. Il primo, in quanto promotore dell’iniziativa che aveva ottenuto l’espresso diniego da parte del questore, non essendo stati rispettati i tempi di preavviso necessari per legge, la donna per aver attivamente partecipato alla riunione non autorizzata.
Inoltre, sono state elevate sanzioni amministrative, da parte del commissariato di polizia di Sulmona, nei confronti delle persone che, la sera del 9 febbraio, si trovavano all’interno di una pizzeria nei pressi di Porta Napoli non rispettando le disposizioni normative vigenti. In tutto sono state emesse 11 sanzioni da 400 euro, la prima nei confronti della titolare dell’esercizio pubblico e le restanti verso gli avventori che sono stati identificati dalla polizia nel corso del blitz.
Alla titolare del locale la polizia ha contestato di non aver controllato il Green pass ai presenti, mentre per uno degli avventori, M.D’A., è scattata l’ulteriore contestazione, in quanto al momento del controllo, si trovava a una distanza superiore a 40 chilometri dal luogo di residenza, mentre era in vigore la zona arancione.
L’uomo era diretto a Roma, per consegnare una proposta al presidente della Repubblica, Mattarella.
Sospeso dal lavoro, e ora in procinto di essere licenziato, ha dichiarato di accettare «il ricatto del vaccino», per poter essere reintegrato nel posto di lavoro, «a patto che il presidente della Repubblica, si assuma la responsabilità e l’onere, di provvedere alla crescita del proprio figlio minore, nel caso si verificassero reazioni avverse al siero sperimentale, tali da non poter essere più in grado di svolgere una vita normale». (c.l.)
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