Raffica di tamponi: anche dottori a rischio

20 Marzo 2020

Timori per possibili casi sospetti tra il personale di prima linea. Altri otto posti di terapia intensiva

L’AQUILA. Casi in aumento. Uniti al timore che, tra i contagiati, possano esserci anche figure di prima linea, tra i quali anche medici, infermieri e altro personale ha intensificato l’esecuzione di tamponi ieri in ospedale. Si attendono, intanto, una ventina di esiti.
Sono arrivati all’Asl tre ventilatori a turbina, 3 monitor da trasporto e uno radiologico portatile: le apparecchiature ad alta tecnologia, ordinate nelle scorse settimane, saranno destinati a potenziare l’ospedaletto del G8, dove è stato insediato il Covid hospital della provincia. Nella struttura, riaperta nei giorni scorsi a tempo di record, sono in funzione sei posti di terapia intensiva: il primario di rianimazione, Franco Marinangeli, annuncia che la prossima settimana sarà attivato un altro modulo di 8 posti di terapia intensiva per il quale stiamo selezionando personale medico e paramedico. Successivamente, il programma dei lavori prevede l’attivazione di altri spazi fino ad arrivare a 36 «in caso di emergenza gravissima», sottolinea il primario. «Non è stato facile avere quest’apparecchiatura di alto profilo tecnico in un momento in cui le ditte sono ferme, questo ci permetterà di attivare altri otto posti, perché la linea di aria compressa è stata completata: è un piccolo record aver attivato in una settimana 14 posti di terapia intensiva», spiega ancora Marinageli . «Non mi aspettavo una simile velocità, probabilmente c’è la consapevolezza che stiamo in una situazione moto seria e che quindi ci impegniamo di più. In tal senso, ringrazio in particolare, l’ufficio tecnico, ingegneria clinica e la direzione sanitaria». Marinangeli sta agendo come un direttore dei lavori e due giorni fa, insieme a un collega, ha montato l’impianto di telecamera a circuito chiuso che permetterà di controllare anche con lo zoom i pazienti Covid: in modo tale da non rendere necessarie le operazioni di vestizione e svestizione. Sulla situazione generale, Marinangeli sottolinea che «stiamo tenendo botta anche prevedendo uno scenario più grave, personalmente ho fatto un calcolo sul modello di Bergamo, uno degli ospedali più colpiti in assoluto». L’Asl ha ordinato altri ventilatori e respiratori inviando un elenco alla protezione civile: ma da questo punto di vista non ci sono risposte né stime sulla scadenza».