Ragazza abusata, due verso il processo

20 Maggio 2020

Chiesto il giudizio a carico dei nordafricani sospettati. Contestate anche le minacce per indurre la minorenne a tacere

AVEZZANO. Rinvio a giudizio con l'accusa di violenza a sessuale nei confronti di una minorenne avezzanese: è stato chiesto nei confronti di due marocchini dal pubblico ministero Lara Seccacini nel corso del processo di ieri mattina davanti al giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Avezzano, Maria Proia. Secondo l'accusa, avrebbero convinto la ragazzina con un inganno a seguirli sul retro di un bar, in un vicolo buio, per poi abusare di lei mentre un complice faceva da palo. Ieri sono comparsi davanti al gup con l'accusa di violenza sessuale aggravata e minacce nei confronti della ragazza. Infatti le avevano intimato di non raccontare a nessuno dello stupro. In caso contrario si sarebbero vendicati. Lei però non ha ceduto alle minacce e ha denunciato l'accaduto. I fatti risalgono alla fine del 2017 quando la ragazza di Avezzano aveva 16 anni. Nonostante le intimidazioni e le minacce di morte, la 16enne ha trovato il coraggio di raccontare tutto ai suoi genitori e ciò ha permesso agli investigatori di individuare i suoi presunti violentatori, di 26 e 28 anni, che sono stati perseguiti. Sono tre, secondo il sostituto procuratore, le persone coinvolte nella vicenda. Oltre ai due stranieri, con regolare permesso di soggiorno, c'è di mezzo anche un terzo uomo, non è chiaro se di nazionalità straniera. I presunti autori dello stupro avrebbero avvicinato la ragazza avezzanese in un'area intorno alla stazione e al terminal dei bus, in una strada nella zona. L’episodio sarebbe venuto alla luce successivamente, quando la giovane si è decisa a parlare nonostante l'azione intimidatoria subita. Sotto inchiesta sono finiti due dei tre imputati, rintracciati dopo le indagini della polizia e accusati di violenza sessuale e violenza privata. Il terzo giovane, non essendo stato ancora identificato dagli investigatori, è attualmente ricercato.
Secondo il racconto della studentessa, i tre nordafricani l’avrebbero costretta a seguirli con la scusa di doverle parlare. Dopo averla svestita uno dei tre avrebbe abusato di lei mentre gli altri e due facevano da palo. In seguito alla denuncia il drammatico episodio è stato ricostruito durante un incidente probatorio. I due marocchini, difesi dagli avvocati Luca Motta, Pasquale Motta e Francesco Olivieri, hanno sostenuto di conoscere la ragazzina ma di non aver mai abusato di lei. Ieri mattina oltre all'accusa, sono stati sentiti gli avvocati della difesa e della parte civile.
Tutto è stato rinviato al 21 luglio quando ci saranno le repliche del pubblico ministero.
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